Oggi quasi tutti gli asset crypto viaggiano all’insegna del ribasso, trascinati dal crollo di Bitcoin che lascia sul piatto il -5% nelle ultime 24 ore, con solo qualche rarissima eccezione. Una di queste è Monero, rimasta praticamente esente dall’ultima ondata di vendita: XMR registra una performance relativa ben al di sopra del resto del comparto altcoin, con prezzi che rimangono piatti in quest’ultima complessa sessione, avvantaggiata soprattutto da alcuni acquisti monstre arrivati nelle giornate precedenti.
Intorno alla fine del mese di maggio gli analisti on-chain hanno segnalato come dall’exchange Coinbase sia stato effettuato un prelievo di quasi 30 milioni di dollari in USDC. Quei fondi – come confermato dalle tracce lasciate dalla balena in questione – sono stati utilizzati per comprare XMR sul mercato spot, verosimilmente nell’intento di eludere potenziali operazioni di freeze. Vi spieghiamo meglio la situazione qui di seguito.
Balena preleva 30 milioni da Coinbase e usa i fondi per comprare Monero
Il 27 maggio qualcuno avrebbe prelevato 29,3 milioni di USDC da Coinbase, iniziando a convertire poco per volta i fondi in DAI – stablecoin decentralizzata dell’ex protocollo MakerDAO – per poi distribuirli su più indirizzi differenti.
Il pattern sembra quello tipico di un hack o di un attacco di phishing, in quanto i fondi sono stati dapprima swappati in una moneta non congelabile (a differenza di USDC che invece può essere reso non spendibile da parte di Circle) e successivamente sparpagliati su più address per rendere più complesso ricostruire i movimenti.
Non possiamo sapere per certo se si sia trattato di un attacco a una balena di Coinbase, ma in ogni caso – dopo questo primo passaggio iniziale – gli stessi fondi sono stati ricambiati in USDC e immediatamente scambiati in XMR, criptovaluta per eccellenza del settore sul piano delle privacy. Questo susseguirsi di operazioni è stato segnalato dal ricercatore “mlmabc”, che in un post su X ha spiegato tutto il flusso dal CEX fino al token nativo di Monero.
Inizialmente l’autore delle operazioni sopra citate avrebbe acquistato 23 milioni di XMR on-chain nelle ore seguenti, causando un’impennata del prezzo della moneta, utilizzando poi nei giorni successivi il capitale restante per comprare altri token. Questo dunque spiega, almeno in parte, il motivo per cui nel breve periodo Monero si trova più avvantaggiato sul mercato rispetto ad altri asset.
L’infrastruttura utilizzata per l’acquisto di XMR
I più arguti avranno subito notato un problema in tutta questa faccenda: come si scambiano 30 milioni in XMR senza essere flaggati dai vari servizi AML come indirizzi a rischio riciclaggio?
Ricordiamo che pochi CEX ad oggi supportano la moneta nativa di Monero, e nella maggior parte dei casi trade troppo grandi in termini di size vengono subito bloccati, proprio perché l’asset è soggetto a diverse restrizioni normative in molteplici giurisdizioni. Anche i servizi di Instant swap spesso e volentieri bloccano operazioni sospette in XMR, tant’è che gli holder più abbienti della crypto fanno fatica a trovare canali comodi per il trading.
Ebbene, l’utente di questa storia avrebbe utilizzato il bridge Wagyu.xyz per eseguire lo swap, ossia una soluzione per il trading e trasferimento di XMR in DeFi. Si tratta di un servizio permissioned, gestito dall’utente X “PerpetualCow”, che funge da aggregatore multichain per lo swap di Monero in asset come USDC, ETH, BTC, e viceversa.
Oltre alle prove delle tx on-chain, possiamo confermare la connessione con Wagyu.xyz proprio dagli elevati volumi di bridge toccati negli ultimi giorni, con livelli che corrispondono alla perfezione con il controvalore trasferito dall’account Coinbase.

Ad inizio 2026 Wagyu.xyz è stato lanciato con la promessa di “0% freeze risk”, proprio come soluzione alle altre piattaforme di trading basate su XMR, pur non essendo affatto decentralizzata come design. In ogni caso, in questi mesi ha attirato molta attenzione e molti volumi di scambio, finendo addirittura per ospitare una parte del flusso dei fondi di Lazarus relativi all’hack di KelpDAO.
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