Ogni crollo ha bisogno di un colpevole. Diversi tra i principali volti del mondo Bitcoin ne hanno individuato uno e sono relativamente concordi nell’attribuirgli la colpa. È il comparto AI, che continua ad attirare capitali e attenzioni, in vista della serie di IPO che ci terrà impegnati per tutto il 2026. Dove sono finiti i soldi? Semplice, si stanno preparando a entrare in SpaceX prima, e in OpenAI e Anthropic poi.
Il capro espiatorio è perfetto: se ne parla tanto, tutti lo comprendono, non può o non vuole rispondere e gode anche di una reputazione non immacolata. Non è un problema strutturale del mercato crypto e Bitcoin, ma piuttosto l’avidità degli investitori che prelevano miliardi per prepararsi all’ingresso nell’ultimo grande hype dei mercati finanziari.
Michael Saylor: non è colpa mia
I mercati dei capitali stanno finanziando la costruzione dell’AI a un livello mai visto prima: 400 miliardi in sei mesi. Gli ETF Bitcoin hanno avuto 4 miliardi di outflow dal 14 maggio, esercitando pressione su Bitcoin. Questa è una rotazione di capitale, non un problema di Bitcoin. La volatilità crea opportunità.
Questo è quanto ha affermato Michael Saylor, che si trova ad affrontare una delle crisi più cristalline. Una crisi che in diversi però imputano proprio alle sue ultime mosse:
- Riacquistare debito con il cuscinetto di cash
Cuscinetto di cash che era stato creato per il pagamento dei dividendi di STRC. Ora ha ancora sei mesi di liquidità per pagare i dividendi di cui sopra.
- Vendere Bitcoin
Per quantità modeste – parliamo di soli 32 $BTC, ma comunque mandando un segnale alle piazze. Non è però l’unico. Anche Jameson Lopp parla di bear market, ma combinato con una grande corsa del settore TradFi nel mondo dell’AI. Gli fanno eco tanti altri analisti, anche se non tutti sulla stessa linea.
È colpa dell’AI?
Gli outflow dagli ETF sono concreti. Anche per la giornata di ieri, venerdì 5 giugno, abbiamo outflow di capitali per 325,69 milioni di dollari. È il quindicesimo giorno consecutivo di outflow, con giornate che hanno avuto anche picchi importanti e che vedono nel complesso i capitali andati altrove intorno ai 5 miliardi di dollari.
Un segnale forte, ma difficile per ora da mettere in correlazione con l’arrivo della IPO di SpaceX, che ha già sottoscrizioni maggiori dell’offerta ma che vede capitali certamente arrivare anche da altrove.
A prescindere comunque dalla veridicità di queste ricostruzioni, rimane questo un momento di difficoltà, con tentativi di recupero che vengono quasi immediatamente frustrati. Per il resto – l’analisi del sabato di Alex Lavarello può aiutarvi più di alcune ricostruzioni assolutorie che leggiamo in giro.
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