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Banco BPM offre fusione a Monte dei Paschi. Mancano i dettagli, shock tra gli analisti

Proposta incredibile di Banco BPM. Lunedì i dettagli. Monte dei Paschi: "no comment".
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AGGIORNAMENTO: Intesa starebbe preparando un’offerta per Monte dei Paschi di Siena al fine di ostacolare una fusione.

Banco BPM ha inviato a Monte dei Paschi di Siena un’offerta per un merger, che se dovesse andare in porto creerebbe il secondo gruppo bancario italiano, con una capitalizzazione di mercato superiore ai 50 miliardi di euro. La lettera, dopo essere stata approvata dal board è stata resa pubblica oggi. Non ci sono dettagli sull’operazione, che con ogni probabilità saranno resi pubblici nei prossimi giorni.

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Monte dei Paschi di Siena intanto ha rifiutato qualunque commento pubblico prima che vengano indicati i rapporti economici della fusione. Tra poche ore alla riapertura dei mercati ci sarà però il primo giudizio sulla proposta. Continua così un cammino chiaro di consolidamento del settore bancario italiano.

Si parte dal 3,7%

Banco BPM ha già una quota del 3,7%, secondo quanto riporta Bloomberg, all’interno dell’azionariato di Monte dei Paschi di Siena, che viene fuori da un periodo particolarmente turbolento della sua governance, con la rielezione del CEO Luigi Lovaglio.

Secondo i numeri fatti circolare, la fusione potrebbe offrire ai due gruppi 1,1 miliardi di euro di risparmi, a partire da quelli sul risparmio e dall’aumento dei ricavi, sempre secondo quanto è stato riportato da Bloomberg.

  • Capitolo Mediobanca

L’eventuale fusione tra BPM e MPS sarebbe inoltre integrabile nella fusione in corso tra MPS e Mediobanca, con riflessi anche per quanto concerne le posizioni in Generali.

Offerta lunedì

Mancano comunque poche ore all’offerta formale, che dovrebbe contenere i dettagli per ora sconosciuti della proposta di BPM. Nel caso in cui dovesse andare in porto, nascerebbe il secondo polo bancario italiano, con una capitalizzazione complessiva da 50 miliardi di dollari.

Verrebbero preservati, recita la nota di BPM, le culture e i Dna dei due diversi istituti, mentre ci si allineerebbe su un disegno industriale comune.

Si dovranno comunque attendere i dettagli dell’operazione tra poche ore anche per misurare la reazione dei mercati, dei soggetti direttamente coinvolti e anche di quelli che hanno un interesse indiretto nell’operazione.

Il settore bancario italiano rimane di gran lunga il più attivo in Europa, sia in termini di fusioni intranazionali sia invece di acquisti all’estero, con il caso del tentativo di scalta di UniCredit ai danni di Commerzbank, questione diventata di primo profilo politico e che sta agitando i già equilibri precari all’interno dell’Unione.

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