Home / Rimbalzo Bitcoin e crypto: mercati in cerca del bottom. Questo dato può anticipare la ripartenza

Bitcoin bottom rimbalzo crypto

Rimbalzo Bitcoin e crypto: mercati in cerca del bottom. Questo dato può anticipare la ripartenza

Il rimbalzo di Bitcoin segna il bottom definitivo o è solo la quiete prima della tempesta? I dati on-chain provano a rispondere.
Bitcoin bottom rimbalzo crypto

Si apre con un pizzico di ottimismo la seconda settimana di giugno, dopo che i primi sette giorni del mese hanno causato un drop del -17% nei prezzi di Bitcoin, con conseguenze a cascata su quasi tutti gli asset del mondo crypto. Oggi la parola chiave della seduta sembra essere quella di “rimbalzo”, con l’intero settore che prova a ridurre il terreno perso recentemente sui grafici e a invertire la struttura ribassista in corso.

Con eToro hai commissioni gratis sul trading crypto fino a 100$: segui il link e scopri come partecipare alla promozione. Inoltre, hai anche accesso a funzionalità come CopyTrading e PAC, per copiare le mosse dei più esperti e programmare acquisti automatici ricorrenti.

Il sentiment degli investitori rimane ancora parecchio teso: in tanti ipotizzano un ulteriore follow-down dell’offerta tale da spingere Bitcoin al di sotto del supporto dei $60.000 e costringere tutto il comparto altcoin ad affrontare altri pesanti mesi bearish. Alcuni dati però sembrano prezzare uno scenario differente rispetto a ciò che emerge dal clima generale del mercato, con un bottom che non sembra in realtà così lontano come lo descrivono i pessimisti.

Bitcoin e crypto rimbalzano dopo il crollo di inizio giugno

Bitcoin ha riacciuffato la soglia dei $63.000 nella tarda serata di ieri, con un movimento che prova a isolare il nuovo minimo formatosi in zona $59.000, nella speranza di lasciarsi alle spalle l’ultimo sell-off. Tutto il settore crypto segue il rimbalzo di BTC, con strutture grafiche più o meno simili e prezzi che sono in ostaggio delle prossime mosse del re.

Come detto poco fa, il sentiment degli investitori è ancora pessimo, e nonostante il +0,8% delle ultime ore nella capitalizzazione complessiva di tutti gli asset, si teme una prosecuzione del dump nelle prossime sessioni. Intanto però, il movimento a rialzo ha spazzato via complessivamente 425 milioni di dollari di posizioni short, secondo quanto riportato da Coinglass.

Non a caso l’open interest di Bitcoin ha subito una contrazione nelle ultime ore, proprio in concomitanza del rialzo dei prezzi. Molti speculatori avevano verosimilmente aperto posizioni allo scoperto tra i $62.000 e i $59.000, ed ora si trovano presi in contropiede dal mercato.

Bitcoin rimbalzo crypto grafico
Metriche futures e livelli di liquidazione BitcoinFonte dati: https://legend.coinglass.com

In ogni caso, la strada per un pieno recupero è ancora lunga, e il rimbalzo odierno non basta per invertire il trend. Bitcoin avrebbe bisogno quantomeno di mettere in difficoltà altri short in zona $69.000, livello dove orbitano parecchie zone calde in ottica di liquidazioni.

Bitcoin è giunto in zona bottom? le perdite degli investitori dicono di sì

I grafici sono imprevedibili e Bitcoin lo è ancor di più: chi vi scrive non vuole affermare con certezza che da qui in poi Bitcoin vedrà costantemente quotazioni più alte dell’ultimo minimo, quanto più cercare di capire quanto potrebbe essere verosimilmente lontano il bottom definitivo, paragonando la situazione attuale con i bear market dei cicli precedenti.

In particolare, guardando all’indicatore Glassnode “Realized Profits-to-Value Ratio (RPV)”, possiamo intuire che gli investitori si trovano quasi alle stesse condizioni di stress registrate nel mezzo dei bottom del 2022, 2018 e 2014. Questa metrica calcola il rapporto tra profitti realizzati in dollari e la capitalizzazione realizzata della rete (variante della market cap considerando l’ultimo prezzo on-chain per ogni moneta), e serve a capire quanto profitto viene realizzato in determinati momenti rispetto al valore complessivo del network.

Storicamente Bitcoin – indipendentemente dalla composizione del mercato e dalla sua dimensione – si approccia a segnare il bottom di ogni ciclo quando questo grafico scende al punteggio 0.0002. Questo livello combacia inoltre con quello che in genere rappresenta un punto di uscita dei veterani di Bitcoin: il momento in cui la quota della supply di BTC in profitto scende al di sotto del 50%, innescando tipicamente un’inversione della struttura dei prezzi.

Profitti realizzati rapportati alla base di costo Bitcoin
Bitcoin, profitti realizzati in relazione alla base di costoFonte dati: https://studio.glassnode.com

Questo vorrebbe dire che gli investitori hanno ormai quasi raggiunto il livello più basso di profittabilità relativa durante l’ultimo ciclo, e che dunque potrebbe verificarsi un passaggio di mani della supply che potrebbe porre le basi per la formazione di un bottom.

Mercato ancora molto incerto: si rischia la capitolazione prima del bottom definitivo

Ci sono in realtà anche altri indicatori di redditività che suggeriscono come il bottom sia stato già probabilmente toccato, ma di contro vediamo anche metriche che evidenziano la possibilità di un ultimo eccesso al ribasso prima della ripartenza. Ogni bear market è terminato con un cigno nero che ha causato la capitolazione dei prezzi (FTX nel 2022, hard fork Bitcoin nel 2018 e Mt.Gox nel 2014), e finora non abbiamo ancora raggiunto livelli simili di panico.

Solo semplicemente basandosi sullo storico del NUPL – che identifica la percentuale di profitti/perdite non realizzate – dovremmo capire che manca ancora un ultimo passaggio prima di concludere il ciclo. Anche l’MVRV Z-Score – metrica che guarda quanto Bitcoin si discosta dalla sua media storica – mostra che non siamo ancora entrati in modalità di capitolazione estrema.

MVRV Z-Score Bitcoin, modello predittivo prezzi
MVRV Z-Score BitcoinFonte dati: MVRV Z-Score Bitcoin

Questo non vuol dire che il mercato debba necessariamente ripetere le stesse sofferenze del passato prima di invertire, e sarebbe anche possibile un’inversione anticipata rispetto al set storico di dati. Tuttavia, se per tutti questi anni questo modello predittivo ha funzionato con buona precisione, non vediamo perché questa volta dovremmo provare ad anticipare il benchmark.

Conclusioni: il bottom di Bitcoin è (quasi) arrivato

Se ci pensate – al di là della retorica dell’interpretazione on-chain – Bitcoin è da sempre considerato un asset speculativo sul quale poter cavalcare momenti di rapida espansione dei prezzi e fasi di forte contrazione. Gli investitori più smart acquistano Bitcoin e si liberano delle posizioni non appena raggiunto un certo moltiplicatore rispetto al costo di acquisto, mentre il parco buoi dei retail tende a vendere in perdita dopo aver subito pesanti perdite.

Il gioco si ripete a ogni ciclo, nonostante Bitcoin cresca man mano come capitalizzazione e diventi sempre più un protagonista della grande finanza, con minimi e massimi che dipendono dalle condizioni di profittabilità dei partecipanti. Per questo motivo, possiamo ipotizzare che – seguendo i dati che abbiamo a disposizione – la zona dove ci troviamo attualmente risulta ottima per accumulare nel medio/lungo periodo.

Il bottom verosimilmente non è stato ancora del tutto toccato, ma siamo ormai agli sgoccioli prima che un pattern storico di Bitcoin diventi l’unica eccezione registrata in 15 anni di storia. Qui è dove il mercato statisticamente compie l’ultima pulizia e punisce coloro che non hanno avuto la forza psicologica di reggere il peso dei ribassi.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments