Una banca, un conto deposito, ma gli interessi sono pagati in crypto. Sta per accadere in Giappone, dove SBI Shinsei Bank ha annunciato il lancio di un programma di depositi che permetterà di guadagnare dei voucher per exchange crypto. Questi voucher potranno essere scambiati poi – secondo quanto recita il comunicato – in Bitcoin, Ethereum o XRP di Ripple.
Shinsei è il ramo retail banking che fa capo al colosso finanziario giapponese SBI, da tempo dentro il mondo crypto con partnership con Ripple e investimenti in diversi progetti. Parliamo di un gruppo con 6.000 dipendenti, con 160 miliardi di dollari di asset totali e con una presenza relativamente capillare sul territorio giapponese. Si tratta della prima iniziativa di questo tipo da parte del gruppo e crediamo a livello globale per il pagamento di ricompense collegate ai depositi.
Cosa vuole proporre Shinsei Bank
Il piano è ambizioso, almeno secondo quanto riporta Nikkei. Il gruppo vorrebbe offrire infatti dei buoni ai depositanti presso l’istituto, che potranno essere convertiti poi presso determinati exchange crypto.
La conversione dei buoni potrà essere effettuata verso Bitcoin, ma anche Ethereum e anche la crypto che SBI sponsorizza da più tempo, ovvero Ripple XRP. Un’iniziativa che avrà come scopo quello di attirare al mondo crypto persone che non sono ancora nel giro e non hanno magari mai investito nel comparto.
Pilota dal 10 giugno
Il progetto pilota partirà già domani, 10 giugno, e offrirà le ricompense ai clienti che hanno conti classici e anche a quelli che invece hanno conti deposito vincolati.
Quante ricompense saranno offerte? Dipenderà dal tipo di conto e dal tipo di deposito, con i nuovi depositi in conto libero che offriranno 500 yen per ogni 300.000 yen depositati e quelli vincolati che potranno arrivare a 20.000 yen di buono con 30 milioni di deposito, secondo quanto riporta The Block.
L’iniziativa è un chiaro segnale del grande impegno del gruppo all’interno del mondo crypto, che frequenta ormai da tempo e che ora – con una maturità a livello regolamentare che è certamente più evoluta – punta a sbarcare anche nel classico segmento retail.
Quando in Europa?
Difficile vedere qualcosa del genere in un’Europa dove il sentiment degli istituzionali verso il mondo delle criptovalute è ancora, se vogliamo, ai minimi.
Non si tratta poi soltanto di una postura delle banche: i regolatori nazionali non sempre si sono dimostrati aperti, nonostante l’arrivo del MiCA, all’integrazione di certi asset nei circuiti finanziari classici.
Monitoreremo da vicino gli esiti di questa iniziativa di SBI – e vedremo se il popolo giapponese, a caccia di rendimenti in un contesto caratterizzato da tassi molto bassi, finirà per rispondere “presente”.
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