Ieri giornata all’insegna dell’incertezza sui mercati azionari e anche sui mercati crypto. Questi ultimi hanno chiuso al ribasso, con BTC ed ETH in calo. La caratteristica per tutti i mercati è stata un netto incremento della volatilità. L’S&P 500 si è mosso in un range del 3,27% nella sola seduta, riflesso diretto delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.
Mercati nervosi: il conflitto USA-Iran scatena la volatilità

La seduta del 9 giugno ha visto i future azionari statunitensi muoversi con forte volatilità. Il future S&P 500 ha toccato un minimo intraday in area 7.247 punti, con un tonfo del 3,27% dal massimo di giornata. Il movimento è arrivato dopo le minacce di Trump di colpire l’Iran. Da lì è partito un recupero deciso. Il future ES ora quota 7.360 punti, in calo dello 0,43% sul daily. Anche il future Nasdaq 100 ieri ha ceduto il -1,15%, mentre il future Dow Jones ha limitato i danni a un -0,28%.
A pesare è stata la decisione degli Stati Uniti di lanciare attacchi di rappresaglia contro l’Iran. La risposta è arrivata dopo l’abbattimento di un elicottero Apache vicino allo Stretto di Hormuz. Tuttavia, le borse hanno chiuso lontane dai minimi su parole distensive. Nel grafico 1H di S&P 500 si può cogliere il movimento, inoltre è allegata anche la tabella delle performance dei principali asset finanziari tradizionali per differenti timeframe. Su base settimanale gli andamenti peggiori sono di argento e oro.

L’azionario americano e il dato macro di oggi
L’attenzione degli investitori è ora tutta sul dato macro in arrivo oggi. Alle 14:30 ora italiana esce il CPI di maggio negli Stati Uniti, indicatore chiave dell’inflazione. Il consenso si attende un’ulteriore accelerazione, dopo il 3,8% annuo registrato ad aprile. Un dato sopra le attese complicherebbe i piani della Federal Reserve, attesa in riunione il 16 e 17 giugno. I mercati prezzano ora circa il 70% di probabilità di un rialzo dei tassi a dicembre. Lo scenario di tassi più alti più a lungo pesa sugli asset di rischio come le crypto, così come sui rendimenti di bond e treasury.
L’effetto SpaceX che drena liquidità
A complicare il quadro c’è un fattore tecnico legato ai flussi di capitale. L’avvicinamento alla quotazione al Nasdaq di SpaceX (SPCX) sta drenando liquidità dal mercato. Molti investitori stanno vendendo titoli tecnologici e crypto per fare cassa. L’obiettivo è raccogliere risorse da destinare all’acquisto delle azioni del gruppo di Elon Musk. Questo movimento toglie quindi carburante a Bitcoin ed Ethereum, già appesantiti dal contesto macro e geopolitico avverso di queste settimane.
Bitcoin ed Ethereum ancora sotto pressione
Sul fronte crypto la debolezza resta evidente. Bitcoin ha chiuso in contrazione la giornata e oggi quota 61.305 USDT e registra la quinta settimana consecutiva in rosso. Il prezzo resta lontano dalla resistenza in area 65.000 USDT. Il bilancio mensile è pesante, a -16,49%, mentre da inizio anno la perdita arriva a -29,8%.

Ancora peggio fa Ethereum, che quota 1.627 USDT e segna -18,71% a giugno e -45,08% da inizio 2026. I volumi sono rimasti sotto la media degli ultimi 20 giorni, segnale di un mercato in attesa con il prezzo che è stato respinto dalla prima resistenza di breve a 1.715 USDT.
Sul fronte istituzionale prosegue la fuga di capitali. Il 9 giugno gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per 77,4 milioni di dollari, guidati da IBIT di BlackRock a -61,6 milioni. In rosso anche gli ETF su Ethereum, con 40,9 milioni di deflussi netti.
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