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Michael Saylor: “Non ho mai detto che non avrei venduto Bitcoin”. È scontro tra community e Strategy

È scontro totale tra Saylor e community di appassionati Bitcoin. Tutto a causa di un intervento...
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Le fasi ribassiste di mercato creano nervosismo. Lo creano anche ai piani alti dell’Olimpo Bitcoin, dove siede anche Michael Saylor. Con la sua azienda ha più di 800.000 Bitcoin ed è sotto attacco da una parte degli appassionati Bitcoin per aver venduto 32 BTC a inizio maggio. Durante BTC Prague, una delle più importanti rassegne dedicate a Bitcoin in Europa, i toni si sono scaldati parecchio. E ora una parte della community lo accusa di aver mentito pubblicamente.

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Una delle uscite di Michael Saylor ha particolarmente indispettito il pubblico. Ha affermato di aver detto agli altri di non vendere Bitcoin e di non averlo mai riferito alla propria azienda. E ha canzonato chi lo attacca, dicendo di non voler mettere a repentaglio un’azienda da 100 miliardi (Strategy) soltanto per obbedire al non vendere mai Bitcoin.

Ora è guerra? Quasi

In realtà i rapporti tra una parte degli appassionati di Bitcoin e Michael Saylor si sono incrinati da tempo. Non è una posizione omogenea: la community che investe o che è semplicemente appassionata di $BTC è in realtà variegata – e non sono pochi quelli che continuano ad apprezzare il complesso organismo finanziario creato da Saylor per – eventualmente – comprare sempre più Bitcoin.

A Michael Saylor viene però contestato di aver cambiato più volte opinione, di aver venduto Bitcoin (per quanto per somme oggettivamente ridotte) e di essere venuto meno a certe promesse. Cosa che ha indispettito – evidentemente – Saylor – che ha risposto così dal palco di BTC Prague.

Il video della discordia è questo: Saylor afferma che non ha mai detto che non avrebbe mai venduto Bitcoin con la sua azienda. Esistono video – già pubblicati sui social – dove affermava il contrario – e da una spiegazione si è passati a una nuova puntata della telenovela.

C’è chi lo accusa di frode

Almeno negli States, quanto affermano dirigenti di società quotate ha rilevanza per la legge. Tant’è che ogni dichiarazione pubblica viene poi trascritta in documenti che vengono inviati a SEC.

Probabilmente si sta esagerando e la cosa non avrà conseguenze, soprattutto mentre a regolamentare i mercati c’è una SEC a mezzo regime, che rispetto alla precedente gestione Gensler appare assai più morbida.

Tuttavia, avrebbe detto Giulio Cesare, il dado è tratto – e non sembra ci siano spazi, almeno per ora, per ricucire tra una community che si dice ferita e un personaggio che quella stessa community ha elevato al rango di semi-divinità.

Per i più cinici sono nervosismi da mercato ribassista. Con Bitcoin che è al -50% dai massimi, che ci sia qualche nervosismo è più che comprensibile. Ed è ancora più comprensibile quando si è under water per miliardi di dollari, come Saylor. E mentre gli attacchi si intensificano anche da parte della stampa tradizionale.

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