Quanto vale la pace sul prezzo del petrolio? Il 5% circa, che è quanto hanno perso i futures a più breve scadenza sia sul WTI sia sul Brent, le due denominazioni di riferimento del comparto petrolifero. Chi si aspettava dei ribassi più concreti, dovrà probabilmente aspettare l’effettiva riapertura di Hormuz e il ritorno alla normalità per quanto riguarda estrazione, stoccaggio e distribuzione del greggio.
Una nota di merito per i mercati della DeFi che hanno permesso la contrattazione di futures esotici su entrambe le denominazioni. Avevano prezzato correttamente il barile, confermando così di essere mercati sia liquidi, sia con potenzialità da oracolo che non possono essere più ignorate.
Greggio: siamo ancora lontani dai prezzi pre-guerra
No, non siamo ancora tornati a prezzi antecedenti alla guerra, quando si pagava per un singolo barile meno di 70$. Per il WTI siamo infatti ancora sopra gli 80$ mentre per il Brent sopra gli 82$, nel momento in cui scriviamo. Dai picchi del pieno della guerra ci eravamo già allontanati da tempo e il percorso ribassista sembrerebbe essere in un certo senso confermato.

- Quando riapre Hormuz?
Serve un po’ di cinismo per capirlo. Dato che ogni transito viene riportato ancora dai principali giornali come qualcosa di straordinario, è chiaro che il traffico non è ancora ripartito.
Le fonti USA parlano di riapertura in settimana, con ancora dei dettagli che dovranno essere definiti.
C’è massima cautela: da quanto è trapelato il transito dovrebbe essere libero, ma il grosso degli analisti e di chi si occupa di petrolio fisico invita alla calma. Prima di vedere traffico sostenuto e libero, senza ostacoli e verso un ritorno alla normalità, meglio non eccedere con gli entusiasmi.
Pressioni su Donald Trump?
Ci sono soltanto due forze in grado di riportare a più miti consigli i presidenti degli USA. Il primo sono i rendimenti dei bond – il costo del debito che viene agitato quasi a piacimento dai cosiddetti bond vigilantes. Il secondo è invece il costo della benzina al distributore, tema molto sentito da parte della cittadinanza, per ovvi motivi.
Sono stati un po’ entrambi a forzare la mano a Trump per una pace che non è forse troppo soddisfacente per Washington, almeno se paragonata agli obiettivi iniziali.
Per capire però chi ha vinto e chi ha perso, sarà il caso di fare altre considerazioni una volta che i termini dell’accordo saranno pubblici e chiari.
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