Lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso. A riferirlo è l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, che parla di decisione del governo iraniano dettata da ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele. Tutto questo mentre la delegazione iraniana sarebbe in viaggio verso la Svizzera per colloqui che dovrebbero tenersi domani. Il petrolio, sulle piazze DeFi, ha reagito con un aumento improvviso dei prezzi dell’1,5%.
Le trattative in corso, che dovrebbero riprendere domani, sono tese alla sigla di una pace definitiva tra le parti, che aa questo punto si complica. La reazione dei mercati è stata tutto sommato modesta, con il greggio WTI che scambia su livelli comunque inferiori a quelli pre-sigla del cessate il fuoco.
Gli USA già in Svizzera, gli iraniani in arrivo
Una delegazione USA è già sul posto (Steve Witkoff e Jared Kushner), con JD Vance che forse li raggiungerà nei prossimi giorni. La delegazione iraniana sarebbe in viaggio per raggiungere il luogo delle trattative, che potrebbero però estendersi a lungo.
Nel frattempo sale la tensione. TASNIM, agenzia di stampa semi-statale in Iran, ha annunciato di nuovo la chiusura dello Stretto di Hormuz, citando violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano. Per il momento non ci sono risposte ufficiali né dalle autorità USA né da quelle israeliane.
Sabato il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva segnalato una buona ripresa del traffico commerciale dallo stretto, con 55 cargo che avrebbero superato indenni lo stretto, per un totale di 17 milioni di barili, secondo quanto riporta anche Bloomberg.
Per molti analisti un tira e molla su Hormuz, con chiusure e riaperture repentine e alternate, continuerà ad accompagnarci per tutta la durata delle trattative. I trasportatori più cauti potrebbero rimandare ulteriormente il transito.
La reazione del petrolio su Hyperliquid
Su Hyperliquid, che rimane la piazza più affidabile durante il weekend, il greggio WTI ha toccato i 78,5$ il barile sui perp della piattaforma.
Intanto l’incontro diplomatico tra Iran e USA è dato per quasi certo da Polymarket all’80% già domani e al 98% entro la fine del mese. La chiusura parziale dello stretto non sarà pertanto considerata come un ostacolo al proseguimento delle trattative per il raggiungimento di una pace duratura.
Qualcosa che è stato dunque confermato da entrambi i mercati: quelli più o meno ufficiali di Hyperliquid e quelli invece più punk dei prediction market.
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