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Hyperliquid finanza onchain intervista Rysk Finance

Hyperliquid oltre i perps: volatilità, opzioni e il futuro dei derivati onchain. Parla il fondatore di Rysk Finance

Hyperliquid è uno degli ecosistemi più forti e in crescita degli ultimi mesi, ma il suo sviluppo sta andando oltre il semplice trading perps. Ci sono tante novità interessanti, di cui ci ha parlato uno degli esperti del settore.
Hyperliquid finanza onchain intervista Rysk Finance

ESCLUSIVA CRIPTOVALUTA.IT®: Hyperliquid non è più solo una piattaforma di contratti perps dove poter scambiare crypto e asset tradizionali attraverso un’infrastruttura ad alte prestazioni. La community sta costruendo infatti un ecosistema di applicazioni particolarmente articolato che comprende vari casi d’uso e diverse primitive finanziarie, andando ben oltre il semplice concetto di trading direzionale. A tal proposito, uno degli ambiti più interessanti del momento è quello relativo al mercato delle opzioni, o meglio dire delle strategie di yield basate sulla gestione della volatilità.

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Abbiamo parlato di questi temi con Daniele Ugolini, co-fondatore di Rysk Finance, un protocollo decentralizzato attivo su HyperEVM – chain EVM compatibile che si basa sullo stesso consenso di Hyperliquid. Noi di Criptovaluta.it vi avevamo già introdotto a questa piattaforma lo scorso anno, spiegando brevemente il suo funzionamento e presentandola come un’interessante innovazione capace di monetizzare il rischio in DeFi.

Oggi però abbiamo il piacere di ospitare Daniele nella nostra testata, il quale ci spiegherà in modo più preciso il prodotto alla base di Rysk Finance, per poi passare a una discussione più ampia focalizzata sulla diffusione di nuovi strumenti finanziari in mano a noi utenti retail, e sulla profonda evoluzione del comparto dei derivati onchain su Hyperliquid. Le sue risposte ci aiutano a capire in che direzione si sta muovendo l’intero ecosistema, e cosa possiamo aspettarci da qui ai prossimi anni.

Hyperliquid e la nuova frontiera dei derivati on-chain: focus su volatilità, rischio e yield con Rysk Finance

Criptovaluta.it®: Ciao Dan, Rysk Finance è uno dei protocolli più interessanti dell’ecosistema HyperEVM, e più in generale di tutta la DeFi. Potresti ricordare ai nostri lettori che ancora non vi conoscono come funziona il vostro prodotto e quale problema/inefficienza punta a risolvere?

Daniele Ugolini: Rysk è un protocollo DeFi pensato per rendere accessibili strategie di volatilità basate su opzioni.

Gli smart contract di Rysk sono una nuova primitiva per strategie come covered call e cash secured put. Sono strategie fully collateralized, eseguite onchain e pensate per rimuovere il rischio di controparte dal settlement. Il collaterale viene depositato negli smart contract e non viene utilizzato fino alla scadenza della strategia.

Il caso più semplice è una covered call. Un utente deposita un asset, per esempio HYPE, e vende una call option con uno strike più alto e una determinata scadenza. In cambio riceve subito il premio dell’opzione. Se alla scadenza il prezzo di HYPE è sotto lo strike, l’utente riceve indietro il collaterale in HYPE e mantiene il premio ricevuto.

Se invece alla scadenza il prezzo di HYPE è sopra lo strike, il protocollo regola la posizione e l’utente riceve stablecoin per l’equivalente dello strike. Di fatto, l’utente ha venduto HYPE a quel prezzo prestabilito. Anche in questo caso mantiene il premio ricevuto all’inizio.

Le cash secured put funzionano in modo simile, ma partono da stablecoin come collaterale. Un utente deposita stablecoin e vende una put option con uno strike più basso. In pratica, si rende disponibile ad acquistare un asset a un prezzo prestabilito, ricevendo un premio per assumersi quel rischio.

Se alla scadenza il prezzo dell’asset resta sopra lo strike, l’utente riceve indietro le stablecoin e mantiene il premio. Se invece il prezzo scende sotto lo strike, le stablecoin vengono usate per acquistare l’asset al prezzo definito dalla strategia. Anche qui il premio resta all’utente.

La liquidità arriva tramite un sistema RFQ. Il protocollo connette chi vende volatilità con potenziali acquirenti di opzioni. I market maker competono per quotare il flow e, tramite un’asta, viene mostrato all’utente il premio disponibile prima che la strategia venga confermata.

Questo è importante perché Rysk non va inteso come un exchange tradizionale. Non è un luogo dove la liquidità dipende da un singolo operatore o da un order book fragile. È un protocollo dove gli smart contract gestiscono collateralizzazione e settlement, mentre market maker e acquirenti competono per fornire pricing e comprare il flow. In prospettiva, chiunque abbia la capacità tecnica e di risk management può integrarsi come maker, quotare strategie e competere per il flow.

Il problema principale che Rysk risolve è rendere strategie di volatilità accessibili onchain in modo semplice, trasparente e fully collateralized.

Questo è particolarmente rilevante in crypto, perché la volatilità è storicamente molto alta. Di solito gli utenti la subiscono: movimenti violenti, drawdown, repricing improvvisi, cicli speculativi. Le strategie basate su opzioni permettono invece di trasformare quella volatilità in una fonte potenziale di rendimento, assumendo un rischio definito e regolato dagli smart contract.

Le opzioni sono uno strumento potente per monetizzare volatilità, tempo e rischio di prezzo, ma storicamente sono state difficili da usare in DeFi. Rysk prova a renderle una primitiva utilizzabile, senza liquidazioni, senza rischio di controparte sul settlement e con regole verificabili direttamente onchain.


Criptovaluta.it®: Il settore delle opzioni onchain si è evoluto molto negli ultimi anni. Gli strumenti per monetizzare il rischio iniziano finalmente ad essere apprezzati anche dal pubblico retail. Credi che si proseguirà su questa traiettoria anche in futuro e che le opzioni raggiungeranno lo stesso livello di entusiasmo che vediamo oggi sui perps?

Daniele Ugolini: Credo che le opzioni cresceranno molto, ma in modo diverso rispetto ai perps. I perps sono lo strumento migliore per esprimere una view direzionale con leva. Se un utente vuole andare long o short su un asset, il perp è semplice, liquido e immediato. Per questo è diventato uno dei prodotti più forti in crypto.

Lo stesso vale per i prediction market su molti eventi. Se l’obiettivo è esprimere una view su un risultato specifico, spesso un mercato binario è più semplice da capire rispetto a una struttura opzionale.

Le opzioni hanno una funzione diversa. Sono meno immediate come prodotto di trading retail, ma molto più flessibili come infrastruttura finanziaria. Permettono di costruire strategie di volatilità, rendimento, hedging, accumulo e payoff più specifici. Secondo me la crescita delle opzioni onchain arriverà soprattutto quando smetteranno di essere presentate solo come strumenti per trader professionali.

Una covered call, ad esempio, permette a chi detiene un asset di ricevere un premio upfront monetizzando parte della volatilità di quell’asset. Una cash secured put permette a chi detiene stablecoin di ricevere un premio assumendosi il rischio di acquistare un asset a un prezzo prestabilito. Questo è il punto su cui Rysk si concentra: rendere strategie basate su opzioni accessibili agli asset holder, non solo ai trader.

Quindi non penso che le opzioni debbano competere con i perps sullo stesso piano. I perps sono probabilmente lo strumento migliore per trading direzionale. Le opzioni sono uno strumento molto più potente per trasformare volatilità e rischio in strategie di rendimento e gestione del payoff. Crypto ha già mercati spot e perps molto sviluppati. La parte ancora poco matura è il mercato della volatilità.


Criptovaluta.it®: Hyperliquid sta vivendo davvero un ottimo momento in ottica speculativa, e tutto il panorama HyperEVM ne sta beneficiando. Poche altre chain possono vantare una community così compatta e un ecosistema così florido. Pensi che ci sia ancora spazio per crescere e attrarre capitali?

Daniele Ugolini: Sì, penso ci sia ancora molto spazio. Hyperliquid è prima di tutto un ottimo prodotto. Ha execution, liquidità, UX e una community molto attiva. Il team ha un approccio molto diretto, neutrale e high integrity. Questo secondo me è uno dei motivi per cui il prodotto è riuscito a costruire credibilità anche fuori dalla classica bolla crypto.

La cosa interessante è che Hyperliquid non sta attirando solo utenti DeFi. Con HIP 3 e i mercati perp su asset tradizionali, può iniziare ad attrarre anche trader più tradizionali che cercano accesso semplice, trasparente e onchain a mercati che normalmente sono meno accessibili.

Per HyperEVM, però, il punto non è solo avere una community forte o beneficiare del momentum di Hyperliquid. Il vero valore sta nella possibilità di costruire applicazioni che beneficiano direttamente di HyperCore.

HyperEVM non dovrebbe essere vista solo come un’altra chain EVM general purpose. Il suo vantaggio è la composabilità con HyperCore. Questo permette di costruire prodotti che usano la programmabilità EVM sopra un’infrastruttura di trading nativa, liquida e molto performante. Secondo me questa è la direzione più importante per l’ecosistema.

Se HyperEVM si limita a replicare lending, DEX e farm già visti su altre chain, il vantaggio competitivo si riduce. Se invece costruisce prodotti che hanno senso proprio perché esiste HyperCore, allora il potenziale è molto più grande.

Questo include strumenti per market maker, vault tokenizzati, strategie di volatilità, prodotti su HYPE e asset dell’ecosistema, integrazioni tra settlement onchain e hedging su HyperCore, e più in generale applicazioni dove la DeFi non è separata dal trading layer sottostante.

Il capitale tende ad andare dove trova opportunità difficili da replicare altrove. Hyperliquid ha già un prodotto forte, una community attiva e un team di livello molto alto. Ora la crescita di HyperEVM dipenderà dalla capacità dell’ecosistema di costruire prodotti nativi a questa architettura, non semplicemente prodotti EVM generici.


Criptovaluta.it®Uno dei temi più rilevanti oggi nella DeFi è la ricerca di interfacce intuitive per l’accesso a strategie complesse di gestione del rischio e rendimento. Nel frattempo stiamo osservando una grande domanda onchain per gli asset del mondo reale tokenizzati. Rysk in futuro si aprirà anche a strategie di yield basate su asset tradizionali?

Daniele Ugolini: Sì, potenzialmente. Uno degli aspetti più importanti di Rysk è che il protocollo è asset neutral. A livello di infrastruttura, qualsiasi token con un mercato sufficientemente liquido può potenzialmente essere abilitato come collaterale e usato per costruire strategie di volatilità, essendo le posizioni fully collateralized da asset onchain.

Questo significa che Rysk non è limitato solo ad asset crypto nativi. L’evoluzione naturale sarà integrare sempre più asset, inclusi asset tokenizzati del mondo reale, quando ci saranno le condizioni corrette.

Il primo requisito però è che questi asset siano disponibili sulla chain dove il protocollo opera. Per questo una delle direzioni importanti per Rysk è anche il deployment su Ethereum mainnet, dove esiste già l’ecosistema più ampio di asset tokenizzati e dove potenzialmente si può accedere a una base molto più ampia di collaterale.

Gold, ad esempio attraverso asset come XAUT di Tether, sarà probabilmente uno dei primi asset non crypto disponibili per strategie di questo tipo. Ma a livello di protocollo la struttura è flessibile. In futuro si possono immaginare strategie su tokenized stocks, commodities, yield bearing assets e altri asset onchain.

La parte importante è non abilitare asset solo perché esistono. Per avere strategie di volatilità funzionanti servono liquidità, market maker disponibili a quotare, pricing affidabile, domanda reale e settlement chiaro. Prima di abilitare ogni nuovo asset, bisogna capire se esiste un use case concreto e se il mercato è abbastanza maturo da supportarlo.

Quindi sì, Rysk può aprirsi anche ad asset tradizionali tokenizzati. Ma il punto non è semplicemente aggiungere più asset. Il punto è rendere possibile un mercato di volatilità su qualsiasi asset onchain che abbia liquidità, domanda e infrastruttura sufficiente.


Criptovaluta.it®Con l’introduzione dei binary markets tramite HIP 4, Hyperliquid ha ampliato il proprio stack di strumenti per l’espressione del rischio e della direzionalità, introducendo payoff differenti a livello di protocollo. Li vedi come strumenti complementari che possono aumentare la domanda di derivati o come qualcosa che può ridurre lo spazio per le opzioni?

Daniele Ugolini: Personalmente li trovo molto interessanti e non li vedo come competitivi rispetto alle opzioni. I binary markets servono un mercato diverso. Sono strumenti semplici per chi vuole speculare su un risultato specifico: un evento sportivo, un evento finanziario, un certo prezzo sopra o sotto un livello, oppure un outcome discreto. In molti casi sono più intuitivi delle opzioni, soprattutto quando il payoff è binario.

Le opzioni hanno una funzione diversa. Sono strumenti più flessibili per costruire payoff legati a volatilità, tempo, strike e scadenza. Nel caso di Rysk, il focus non è tanto permettere ai trader di speculare su un evento, ma rendere accessibili strategie che permettono agli asset holder di ricevere un premio upfront assumendo un rischio definito.

Quindi, semplificando, i binary markets sono più naturali per trader che vogliono esprimere una view specifica su un outcome. Le strategie di volatilità sono più naturali per holder che vogliono monetizzare un asset o gestire meglio il proprio rischio.

La parte più interessante, secondo me, sarà capire come combinare options e HIP 4 outcomes per creare prodotti strutturati nuovi. Si possono immaginare strategie che usano opzioni per definire il profilo di rischio e outcome markets per aggiungere esposizione a eventi specifici. È una direzione ancora poco esplorata, ma molto interessante.

Un altro aspetto importante è che molti mercati HIP 4, almeno per ora, possono essere legati anche a eventi non crypto: sport, eventi macro, risultati finanziari, prediction markets più generali. Questo amplia il tipo di rischio che può essere portato onchain e rappresenta anche una buona opportunità per portare nuovi utenti onchain, grazie a casi d’uso più familiari e immediati.

Per questo li vedo come complementari. Più Hyperliquid amplia lo stack di mercati e payoff disponibili, più diventa possibile costruire prodotti finanziari complessi sopra un’infrastruttura comune.

Hyperliquid.

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