In una recente intervista esclusiva per The Block, il fondatore di Binance CZ ha affermato che la richiesta di ottenimento della licenza in Europa era pienamente compliant e sarebbe poi saltato per interventi di carattere politico. Sempre all’interno della stessa intervista, CZ ha parlato di doppio percorso, con due giurisdizioni in competizione per offrire la suddetta licenza all’exchange. Una situazione dunque che si tinge di giallo, ma che non cambierà l’esito momentaneo della presenza di Binance in Europa.
L’intervista ha trattato inoltre i rumors di intervento diretto di Christine Lagarde, governatrice di BCE, ipotesi ventilata dalla testata francese The Big Whale e che però non ha trovato conferme neanche nelle parole del fondatore di Binance, che si è limitato a confermare di aver letto, online, certi rumors, senza avere però elementi per verificarli.
C’eravamo quasi
O almeno questo è quanto CZ ha affermato davanti ai microfoni di The Block – qui il link all’intervista completa – il fondatore di Binance Changpeng Zhao.
C’erano due Paesi che volevano la richiesta di Binance. A causa di ciò, c’è stato un po’ di andirivieni e di competizione a riguardo. Una sorta di guerra di offerte. Sfortunatamente però c’erano altre forze contrarie.
Non è chiara l’identità di queste forze che si sarebbero opposte all’ottenimento di una licenza MiCA da parte di Binance, dato che CZ si è limitato a definirle come sopra.
La situazione attuale è una perdita per Binance; è anche una perdita per l’Europa. È una situazione dove perdono tutti.
Già qualche giorno fa il founder di Binance si era espresso contro la decisione, ritenendo che la conseguenza principale per gli europei che investono sarebbe stata l’impossibilità di accedere a quella che CZ ritiene la piattaforma più liquida del pianeta in termini di exchange crypto.
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Ad ogni modo, almeno secondo quanto è stato comunicato dal co-CEO Richard Teng, si tenterà un’altra strada (non è chiaro con quale regolatore) nei prossimi mesi.
Per ora le operazioni chiudono dalla mezzanotte di domani, come è stato già comunicato dall’exchange. Non ci saranno deroghe e chi vorrà operare come intermediario in Europa dovrà provvedere alla registrazione.
Oggi è arrivata una comunicazione simile anche da YouHodler, che è in attesa di ok da parte delle autorità italiane. La situazione è però parzialmente diversa. Nel caso di YouHodler infatti la richiesta non è stata ritirata, ma è soltanto in attesa di ok.
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