La serie di decisioni comunicate ieri da Strategy ha cambiato per sempre l’assetto dell’azienda, i suoi scopi, il suo modus operandi. In realtà erano cambiamenti partiti da tempo – su spinta dei mercati e non propria. La reazione delle borse ci spiega di più di come i mercati hanno inteso tali mosse – e anche di quali saranno gli atteggiamenti futuri riguardo Saylor e anche Bitcoin.
Certamente la nuova Strategy piace di più. Non piace però di più Bitcoin, almeno a guardare altri numeri che arrivano dagli asset finanziari scambiati in America. Una situazione complicata, che proveremo a sbrigliare in questa prima analisi dei movimenti di Strategy.
Cosa ha annunciato Strategy, in dettaglio
Strategy è l’azienda che ha più Bitcoin in cassa. Supera anche l’ETF di BlackRock (che come vedremo più avanti ha rallentato significativamente) e comincia però ad avere qualche problema in termini di sostenibilità del suo modello.
- Un piano per vendere Bitcoin
Strategy ha approvato un piano per vendere fino a 1,25 miliardi di dollari in Bitcoin. Le parole sono però importanti: fino a 1,25B. Il che vuol dire che con le giuste condizioni di mercato potrebbe venderne anche zero. Perché? Perché ci sono delle incombenze finanziarie delle quali prendersi cura. Da un lato i dividendi di $STRC e delle altre azioni preferred, dall’altro il sostegno al valore di $MSTR, l’azione ordinaria del gruppo.

- $STRC: i dividendi vengono alzati (e coperti con cash anticipato)
$STRC è il titolo che Saylor riteneva essere il volano infinito per la raccolta di capitale. Il ragionamento dietro queste emissioni era tanto semplice quanto sbagliato. Vendo al mercato dei titoli che pagano un dividendo molto alto, Bitcoin performerà meglio di quel dividendo, in qualche modo convincerò i mercati di poterlo pagare in perpetuo. Per convincerli ancora di più, creerò un cuscinetto cash che coprirà diversi mesi in anticipo. Il meccanismo si è rotto, almeno secondo ciò che credono i mercati. Il titolo scambiava poco sopra i 70$ (e ieri è tornato sopra gli 80$), segnale che i mercati vogliono essere pagati molto di più per partecipare a questo meccanismo.

- $MSTR
Gli azionisti ordinari hanno sostenuto qualunque decisione di Saylor. Hanno pagato i Bitcoin comprati dall’azienda e hanno anche coperto i dividendi di $STRC. Ora però il valore complessivo delle azioni è inferiore ai Bitcoin che hanno in cassa. E devono essere sostenute. Potranno essere sostenute tramite le vendite di Bitcoin di cui sopra.
La risposta dei mercati
La risposta dei mercati è stata assai diversa:
- Bitcoin
Ha fondamentalmente tenuto. Evidentemente i mercati non ritengono il disimpegno di Saylor ancora sufficiente. Su queste pagine e anche altrove è stato sostenuto che la grande concentrazione di Bitcoin in capo a Strategy sia più un problema che un vantaggio.
- $MSTR
Le azioni ordinarie di Strategy sono cresciute di più del 10%. La risposta è stata positiva. Ha riportato il mNAV (il rapporto tra valore dell’azienda e Bitcoin in cassa) sopra il rapporto 1 a 1. Scontato: ora MSTR può essere riacquistata tramite vendite di Bitcoin. Più solida.
- $STRC
Ha recuperato in doppia cifra. Questo è dipeso sia dal nuovo piano (che include maggiore libertà di aumento dei dividendi), sia dall’aumento al 12% degli stessi dividendi. Il titolo però è ancora lontano dai 100$ di parità, segnale che c’è ancora stress.
Promesse mancate
Ciò che sembra irrimediabilmente rotto è il rapporto di fiducia che legava Saylor a una parte degli investitori e appassionati. Le promesse di Saylor sono registrate in video e parlavano di Bitcoin mai da vendere e sempre da accumulare. Parlavano della perfezione di un sistema che avrebbe sempre raccolto capitali da investire in Bitcoin.
I mercati hanno invece forzato la mano di Saylor, che non potrà più tornare sui suoi passi. Non potrà svegliarsi e dire che è stato tutto un brutto sogno.
Bitcoin gli sopravviverà, anche se Wall Street ieri ha scaricato altri 231 milioni di dollari dagli ETF.
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