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Hyperliquid bear market crypto record

Hyperliquid ignora il bear market: nuovi record di holder, utenti attivi e commissioni

Il mercato ribassista non spaventa Hyperliquid. C'è ancora tanto interesse da parte degli utenti a utilizzare il DEX.
Hyperliquid bear market crypto record

Hyperliquid è uno di quei pochi fortunati progetti del mondo crypto che sta attraversando un bear market meno intenso rispetto alla media. Non sono solo i prezzi di HYPE a reggere la spinta ribassista degli orsi, che oggi distano solo un -15% dall’ATH, ma è l’intera infrastruttura del DEX che continua a macinare ottime metriche di rete e ad attirare nuovi partecipanti.

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Si dice che il successo di un progetto DeFi dipenda quasi esclusivamente dal prodotto: l’importante è costruire qualcosa che serva davvero agli utenti e che risolva un problema concreto, mentre tutto il resto viene dopo. Per Hyperliquid questa filosofia sembra aver funzionato, visto che ancora oggi, senza un programma di incentivi a sostegno dei volumi e con un mercato crypto generalmente choppy, riesce comunque a far crescere la propria attività onchain.

Nuovo massimo storico per i trader attivi su Hyperliquid

Secondo i dati di HyperTracker, in questo momento Hyperliquid registra oltre 259.000 utenti attivi che quotidianamente interagiscono con i contratti perps della piattaforma. Si tratta di un nuovo record per la piattaforma, che solamente a inizio anno segnava 150.000 trader, mentre oggi si trova con un tasso di partecipazione cresciuto del 72% nell’arco di appena 6 mesi.

Risulta anche molto interessante notare come ad aprile il numero di utenti su Hyperliquid sia sceso fortemente per poi recuperare nei mesi di maggio e giugno, nonostante le ultime settimane non siano state così entusiasmanti per le borse crypto. Oltretutto, quest’ultima salita è arrivata mentre molti CEX hanno registrato una leggera diminuzione dell’attività di trading sul segmento futures.

Andamento del numero di trader attivi su Hyperliquid

Uno dei fattori che sicuramente ha contribuito maggiormente ad alimentare il flusso di nuova utenza è la vasta offerta presente sul DEX. Hyperliquid offre un prodotto che è utilizzato sia dal pubblico retail che dai clienti istituzionali, con contratti che spaziano da crypto a materie prime, azioni e pre-IPO, il tutto supportato da un’architettura ad altissime performance e bassa latenza.

In particolare, sembra che nel Q2 il pubblico abbia apprezzato la capacità del DEX di offrire il trading anticipato su titoli come quello di SpaceX prima dell’effettiva quotazione in borsa, tanto che da aprile in poi abbiamo visto un netto incremento del numero di nuovi indirizzi giornalieri.

Cresce anche il numero di holders di HYPE

In parallelo al trading sui perpetual, sta prosperando anche il numero di holders di HYPE – il token nativo di Hyperliquid – a conferma di come questa moneta si muova in proporzione alla crescita della piattaforma. Ricordiamo infatti che su HYPE è presente un meccanismo di buyback che va a devolvere gran parte delle entrate del DEX per riacquistare la moneta sui mercati, allineando l’andamento del token con quello della piattaforma – una dinamica molto rara nel settore.

Al momento i dati onchain parlano di oltre 246.000 indirizzi che detengono la criptovaluta, con circa 49.000 utenti che hanno bloccato la stessa in staking, sostenendo la sicurezza economica del network. Gli holders sono aumentati del +0,46% negli ultimi 7 giorni e del +2,71% nell’arco di un mese, confermando una tendenza gradualmente espansiva della metrica, anche quando sui mercati c’è brutto tempo.

Numero di holders del token HYPE

Da segnalare anche come il numero di HYPE in staking impegnato direttamente dalla Foundation sia sceso al di sotto del livello degli HYPE forniti da indirizzi slegati dalla stessa entità. Si tratta di un dato importante poiché evidenzia come l’attività DPoS si stia progressivamente distribuendo in modo sempre più decentralizzato, pur con una concentrazione ancora relativamente elevata sul fronte dei validatori.

Commissioni Hyperliquid: esplodono le priority fees

Hyperliquid produce quotidianamente circa 2 milioni di dollari di commissioni da tutte le sue varie attività, di cui la maggior parte proviene dal trading di perps. Con questi numeri il DEX si posiziona al terzo posto nella classifica dei progetti più remunerativi, dietro solo a Tether e Circle, e con qualche temporaneo sorpasso da parte di PumpFun.

Non è tuttavia una novità che Hyperliquid arrivi ad attirare tutte queste fees, anzi nel Q4 2025 i numeri sono stati addirittura più elevati: la cosa interessante riguarda il fatto che la piattaforma riesca a mantenere relativamente alta la sua produttività nonostante il bear market in corso. Il merito di questa resilienza è da ricercarsi sia nell’offerta ampiamente diversificata del DEX, che nell’introduzione di nuovi prodotti come i binary markets, che stanno introducendo un nuovo flusso di commissioni.

In aggiunta, c’è da fare una menzione d’onore al successo delle priority fees, introdotte di recente come funzionalità aggiuntiva per permettere ai trader di ottenere la precedenza nella propagazione dei dati ai nodi della rete. In pratica gli utenti possono scegliere di pagare una commissione aggiuntiva per avere la priorità di esecuzione, cosa che per certe strategie di trading risulta una componente fondamentale.

Priority fees su Hyperliquid

Ad oggi le priority fees compongono il 6,6% delle revenue totali del progetto, con un andamento particolarmente espansivo nell’ultimo periodo. Molti analisti stimano che questa fetta di commissioni diventerà sempre più rilevante nel mix dei ricavi di Hyperliquid, tanto da incidere in modo significativo sulla capacità del protocollo di generare ricchezza.

Nel frattempo, gli introiti della piattaforma spingono la domanda di acquisto per il token HYPE, con l’Assistance Fund che finora ha rimosso dalla circolazione ben 45,5 milioni di token, per un controvalore che supera i 2,9 miliardi di dollari.

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