Salta al contenuto principale

3,81 miliardi di perdite per chi ha investito seguendo Donald Trump nel mondo crypto

Non è stata una buona idea partecipare alle imprese "crypto meme" della Casa Bianca.

10:59 • Aggiornato 06/07/2026

Gianluca Grossi Avatar

Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

Fact Checked
Perché fidarti di Criptovaluta.it®

Per poter salvare questo contenuto devi essere loggato.

Se non hai ancora un account, registrati da qui

Per poter mettere mi piace a questo contenuto devi essere loggato.

Se non hai ancora un account, registrati da qui

I guadagni crypto di Donald Trump sono diventati un caso politico. Più di 1 miliardo da quando è diventato, di nuovo, presidente degli Stati Uniti, per una corsa incredibile dei suoi guadagni personali – nonché assai insolita per un presidente. C’è chi però, durante il weekend, ha correttamente puntato lo sguardo sulle perdite di chi ha investito, da comune retail, sulle imprese crypto del presidente. I due terzi di chi ha investito in TRUMP2,22 $▼ -1,69% è in forte perdita.

Offerta

Le perdite totali sfiorano i 4 miliardi, e per quanto qualcuno ricorderà che per chi non ha venduto sono ancora perdite non realizzate, il controvalore è corretto. Numeri impietosi, che valgono più di tre volte i gain incamerati dalla famiglia presidenziale.

L’analisi di Nansen

Nansen si occupa da tempo di analisi crypto, anche in quei meandri che difficilmente vengono frequentati dagli analisti mainstream. I numeri che ha riportato per quanto riguarda $TRUMP, il meme token che porta il nome del presidente e che gli ha fruttato importanti guadagni, sono impietosi.

Perdite complessive da parte di chi ha investito che ammontano a 3,81 miliardi di dollari, con il token che dai massimi ha perso oltre il 90% e che – contro ogni speranza – non sembra avere alcuna possibilità di riavvicinarsi a quei prezzi.

In breve: chi ha dato retta al presidente, comprando un token la cui unica utilità era avere la faccia di Trump nel logo, ha perso cifre importanti. Chiaramente si tratta di medie: i due terzi degli investitori sono in perdita, con quelli che sono entrati al lancio che hanno perso quasi tutto.

Un ostacolo enorme anche per il Clarity Act

Le inchieste dei grandi giornali americani stanno aumentando per frequenza e per profondità, proprio mentre siamo nella fase clou del Clarity Act, il complesso di leggi che dovrà regolamentare il settore crypto negli Stati Uniti. Una legge ritenuta praticamente da tutti come fondamentale per una normalizzazione del settore e anche per l’ingresso sul mercato di diversi attori istituzionali.

A oggi l’ostacolo più grande rimangono le attività presidenziali nel comparto. C’è chi, tra i proponenti del Clarity, ha chiesto un ban ai meme token se legati a figure politiche in carica. E c’è anche chi vorrebbe delle limitazioni più pervasive.

Intanto però il tempo per approvare il Clarity in estate è agli sgoccioli, e c’è, anche per il presidente, la seria preoccupazione di vederlo modificato e approvato dalla nuova maggioranza che potrebbe uscire dalle urne. Si vota in novembre, e cioè praticamente domani.

author image

Caporedattore e Content Strategy

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

Commenta

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
telegram Unisciti a Telegram VIP x social Criptovaluta è anche su X