I guadagni crypto di Donald Trump sono diventati un caso politico. Più di 1 miliardo da quando è diventato, di nuovo, presidente degli Stati Uniti, per una corsa incredibile dei suoi guadagni personali – nonché assai insolita per un presidente. C’è chi però, durante il weekend, ha correttamente puntato lo sguardo sulle perdite di chi ha investito, da comune retail, sulle imprese crypto del presidente. I due terzi di chi ha investito in $TRUMP è in forte perdita.
Le perdite totali sfiorano i 4 miliardi, e per quanto qualcuno ricorderà che per chi non ha venduto sono ancora perdite non realizzate, il controvalore è corretto. Numeri impietosi, che valgono più di tre volte i gain incamerati dalla famiglia presidenziale.
L’analisi di Nansen
Nansen si occupa da tempo di analisi crypto, anche in quei meandri che difficilmente vengono frequentati dagli analisti mainstream. I numeri che ha riportato per quanto riguarda $TRUMP, il meme token che porta il nome del presidente e che gli ha fruttato importanti guadagni, sono impietosi.
Perdite complessive da parte di chi ha investito che ammontano a 3,81 miliardi di dollari, con il token che dai massimi ha perso oltre il 90% e che – contro ogni speranza – non sembra avere alcuna possibilità di riavvicinarsi a quei prezzi.
In breve: chi ha dato retta al presidente, comprando un token la cui unica utilità era avere la faccia di Trump nel logo, ha perso cifre importanti. Chiaramente si tratta di medie: i due terzi degli investitori sono in perdita, con quelli che sono entrati al lancio che hanno perso quasi tutto.
Un ostacolo enorme anche per il Clarity Act
Le inchieste dei grandi giornali americani stanno aumentando per frequenza e per profondità, proprio mentre siamo nella fase clou del Clarity Act, il complesso di leggi che dovrà regolamentare il settore crypto negli Stati Uniti. Una legge ritenuta praticamente da tutti come fondamentale per una normalizzazione del settore e anche per l’ingresso sul mercato di diversi attori istituzionali.
A oggi l’ostacolo più grande rimangono le attività presidenziali nel comparto. C’è chi, tra i proponenti del Clarity, ha chiesto un ban ai meme token se legati a figure politiche in carica. E c’è anche chi vorrebbe delle limitazioni più pervasive.
Intanto però il tempo per approvare il Clarity in estate è agli sgoccioli, e c’è, anche per il presidente, la seria preoccupazione di vederlo modificato e approvato dalla nuova maggioranza che potrebbe uscire dalle urne. Si vota in novembre, e cioè praticamente domani.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

