La bizzarra lista di investimenti e guadagni di Donald Trump nel mondo crypto ha già prodotto le prime conseguenze. La senatrice Kirsten Gillibrand, che è stata la principale animatrice dell’accordo per il Clarity Act, ha chiesto il divieto per i membri del governo e più in generale per i politici di lanciare le proprie meme coin. Un primo riflesso della polemica che è nata dopo che Trump ha dovuto rivelare guadagni miliardari con le criptovalute, in particolare tramite il suo token $TRUMP.
La questione era stata in realtà avanzata già durante la prima discussione che ha riguardato il Clarity Act, anche se in quel caso in senso più ampio, con il tentativo di proibire qualunque tipo di investimento da parte dei soggetti eletti nel mondo crypto.
Meme coin? Ancora?
C’è un altro aspetto che è necessario discutere però di questa proposta. L’ondata di meme coin, soprattutto se di matrice politica si è già esaurita per conto proprio, in particolare dopo il gigantesco flop del token $LIBRA, associato al presidente argentino Javier Milei. In tanti poi – e i grafici sono qui a ricordarlo ai più smemorati – si sono scottati più che a sufficienza.
Una stagione più che conclusa, con un sospetto che non può che prendere corpo nelle menti dei più cinici: e se fosse un contentinop per tutti? Gli avversari di Trump potranno dire alla stampa di avercela fatta, la famiglia Trump sarebbe limitata “soltanto” in uno strumento che ormai non tira più e che difficilmente vedremo riprendere quota.
È un requisito di buonsenso che dovrebbe ottenere un sostegno vasto e bipartisan. Chi viene eletto e i loro coniugi non dovrebbero emettere memecoin. Il tempo di agire è ora, e questo dovrebbe includere riforme etiche che proibiscano ai membri del Congresso, al presidente e ai coniugi di guadagnare durante il loro periodo al governo.
Il condizionale nella seconda parte della proposta dovrebbe forse sostenere la tesi assai cinica che abbiamo illustrato poco sopra.
Intanto ormai nessuno crede più all’approvazione del Clarity Act
È partita una campagna elettorale – a mezzo TV – anche da parte di BlackRock, che ha sottolineato la necessità di approvare una legge come il Clarity Act, per rendere gli Stati Uniti la nuova culla del mondo crypto. Il rischio, secondo BlackRock, sarebbe quello di consegnare su un piatto d’argento il settore ad altre giurisdizioni, in particolare quelle asiatiche.
Un orecchio dal quale Trump sembrerebbe anche sentirci, se non fosse che non sarà lui a decidere, ma un Congresso che lo stesso Trump ha contribuito a mettere di traverso.
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