La seduta di ieri a Wall Street si è chiusa in calo soprattutto per il Nasdaq e la contrazione degli indici ha pesato anche sul comparto crypto. Sia Bitcoin e sia Ethereum hanno registrato una contrazione del prezzo che sta proseguendo oggi. Il ritracciamento non ha però cancellato del tutto i progressi della prima parte del mese.
Wall Street in rosso frena le crypto
Gli indici statunitensi hanno interrotto la corsa con il Nasdaq nuovamente in rosso del -1,86%, risultando il più penalizzato. Anche il future del Dow Jones è arretrato del -0,25%, dopo aver toccato un massimo storico intraday a 53.656 punti.

A guidare le vendite è stato il comparto dei semiconduttori. Il crollo è partito dall’indice Kospi della Corea del Sud con la trimestrale di Samsung e un utile operativo in crescita di 19 volte, ma comunque sotto le attese più elevate. Sono seguite le indiscrezioni su DeepSeek, al lavoro su un chip proprietario in concorrenza con Nvidia.
Oggi gli indici americani ed europei nelle aperture notturne sono sostanzialmente invariati mentre il Kospi prosegue la discesa con un -4,40% al momento di questa stesura. Invece il Nikkei si ferma a una contrazione del -0,45%.
Il tech affonda Wall Street
Ieri tra i singoli titoli, Micron ha perso il -4,7%, con cali anche per Broadcom, AMD e Marvell a -7,50%. Anche l‘ETF SMH sui semiconduttori ha ceduto oltre il 3% nella seduta. Sul mercato è proseguita la rotazione in uscita dai grandi nomi legati all’intelligenza artificiale. Nel solo mese di giugno il paniere delle Magnifiche Sette aveva bruciato circa 2.300 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Nella tabella allegata delle performance si può notare un andamento in ordine sparso delle tech americane. Da inizio luglio a soffrire sono in primis le aziende di chip con Micron e Marvell, a cui si aggiunge Tesla.
Il quadro macro tra Fed, lavoro e petrolio
L’attenzione della giornata è rivolta alle minute del FOMC. Nel meeting di giugno la Fed aveva lasciato i tassi fermi al 3,50-3,75%, con un tono restrittivo. Il mercato cerca ora conferme sulla direzione dei tassi sotto il presidente Kevin Warsh. Il dot plot di giugno aveva mostrato nove membri orientati ad almeno un rialzo entro fine anno. La decisione effettiva arriverà però solo alla riunione del 29 luglio.
Il dato debole sul lavoro di giugno ha fatto cambiare il sentiment del mercato che punta su una politica accomodante. Entra nel vivo anche la stagione degli utili societari. PepsiCo pubblicherà i conti domani, offrendo un primo segnale sulla tenuta dei consumi. Sul fronte delle materie prime, il petrolio è tornato a correre.
Tornano le tensioni Iran – USA

Il petrolio WTI ha guadagnato nelle ultime 24 ore sta salendo del +5% a 72,26 dollari, il Brent invece di quasi il +6% e quota 76,10 dollari. La spinta arriva dagli attacchi iraniani vicino allo Stretto di Hormuz. Nelle ultime 24 ore sono state colpite tre navi, mentre gli Stati Uniti hanno revocato la licenza di vendita del greggio iraniano.
Le crypto in flessione, ma il mese resta positivo
Nonostante la frenata di ieri, il bilancio mensile del comparto resta positivo. Bitcoin quota 62.800 USDT e oggi è in contrazione del -0,90%, restando sopra il supporto principale a 61.200 USDT. Ethereum quota 1.755 USDT, in calo ma ancora sopra il primo supporto dei 1.670 USDT. Allargando lo sguardo a luglio, BTC è ancora in verde del +7% ed ETH del +11,44%.

In cima alla classifica mensile si collocano Zcash con +19,98%, Bitcoin Cash con +18,31% e Cardano con +18,14%. In fondo si trova Canton, in calo del -8,49%, seguito da Avalanche a -2,32% e Stellar a -1,85%. Il ritracciamento delle ultime sedute invita alla prudenza ma al momento è solo una fase correttiva seppur dentro a un bearish trend primario.
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