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Petrolio a +5%: tornano i venti di guerra tra Iran e USA. Revocata licenza per esportazione greggio

Torna la tensione sui mercati. Petrolio torna a volare e oro in sofferenza. Bitcoin tiene.
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Prezzo del petrolio in rialzo, con WTI che torna sopra quota 70$ e Brent che corre di più, dopo che gli USA hanno revocato la licenza per l’esportazione del greggio iraniano. Una licenza che garantiva la possibilità, per l’Iran, di vendere a mercato il proprio greggio. La misura è stata annunciata nella serata di martedì 7 luglio, come ritorsione per tre attacchi condotti, affermano le autorità USA, dall’Iran verso tre distinti natanti commerciali durante il transito dallo stretto di Hormuz.

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La licenza, che era stata emessa dal Tesoro USA come una sorta di lasciapassare che sospendeva le sanzioni, non è più operativa. Non è chiaro se ci siano, per il momento, gli estremi per raggiungere un ulteriore accordo.

Promesse non mantenute

Le accuse della stampa americana verso l’Iran sono di non aver rispettato le promesse di safe passage per i natanti commerciali. Le autorità USA hanno aggiunto che l’intero impianto dell’accordo temporaneo tra i due Paesi è performance based ovvero basato su quanto saranno rispettate le condizioni incluse nel documento.

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L’andamento del prezzo del petrolio – WTI, futures perp su Hyperliquid

Le rinnovate schermaglie tra USA e Iran hanno agitato oggi i mercati azionari, che chiudono in profondo rosso negli USA, complici anche notizie che arrivano dalla Cina per il comparto AI. DeepSeek ha annunciato infatti la volontà di sviluppare in proprio i chip necessari al funzionamento del suo apparato.

Anche il Qatar accusa l’Iran

Il Qatar ha accusato l’Iran di aver attaccato martedì uno dei suoi tanker per il trasporto di gas naturale. Non è chiaro per il momento quali saranno le eventuali ripercussioni di medio e lungo periodo sulla tenuta dell’accordo e sull’eventuale proseguimento delle trattative.

Il petrolio ha risposto con dei gain importanti, intorno al 5% sui futures a più breve scadenza. Punito l’oro che scambia a -1,14% rispetto a 24 ore fa. Male anche l’argento (-2,88%). Tiene Bitcoin, con il resto del mondo crypto però che è in leggera flessione rispetto ai prezzi di 24 ore fa.

Ora la palla passerà alle piazze asiatiche, che stanno affrontando un momento di grande difficoltà a causa delle performance di Samsung e più in generale del settore chip e memorie.

La tensione è palpabile, anche se le reazioni dei mercati, fatta eccezione per il petrolio, sono state tutto sommato moderate, anche tenendo conto dei diversi fattori che stanno convergendo verso un sentiment peggiore.

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