I mercati azionari europei tornano a correre più di Wall Street. Oggi DAX, Euro Stoxx 50 e FTSE MIB attaccano nuovi massimi storici sui future, mentre gli indici americani restano più indietro. È uno scenario già visto a inizio anno. Poi lo scoppio della guerra Iran – USA ha ribaltato tutto, spingendo gli indici USA su nuovi record e lasciando l’Europa attardata per mesi.
L’Europa torna a bussare alle porte dei rialzi con nuovi record
Oggi le borse europee hanno vissuto una mattinata rialzista. Il future DAX ha toccato l’ATH a 26.069 punti, nuovo massimo storico, prima di ripiegare nel pomeriggio. Stesso copione per l‘Euro Stoxx, salito fino a 6.467 punti e anch’esso su un nuovo record assoluto. L’unico rimasto sotto l’ATH è il FTSE MIB, arrivato a 53.325 punti ma ben impostato.

La spinta arriva dalla Federal Reserve, che potrebbe spostare dal tavolo il rialzo dei tassi di luglio. Dopo un dato debole sul lavoro USA, con disoccupazione al 4,2%, il mercato ha tagliato le probabilità di stretta dal 34% al 18%. Meno pressione sui rendimenti americani favorisce l’Europa, che tratta ancora a sconto.
Ogni indice ha poi il suo motore. Il FTSE MIB corre sul risiko bancario italiano, il DAX su Siemens, sviluppo settore difesa e piano fiscale tedesco. L’Euro Stoxx 50 beneficia della rotazione verso i ciclici ed il rialzo generalizzato UE. La forza si concentra su banche e titoli value. A luglio, in Europa, l’IBEX 35 spagnolo guida con +6,04%, davanti all’Euro Stoxx a +4,48% come si può osservare nella panoramica allegata.

Wall Street resta divisa al suo interno
A Wall Street oggi il mercato è più volatile e nessun indice ha segnato oggi nuovi massimi. Il future sul Dow Jones dopo i record della settimana scorsa è praticamente invariato. Invece il Nasdaq registra un recupero con rialzo del +1,50% mentre da inizio luglio il rosso è del -1,45% mostrando una debolezza del settore tecnologico.

Gli investitori nelle ultime settimane escono dai tecnologici e comprano value e ciclici. Per questo il Dow è in uptrend su base mensile, mentre l’S&P 500 resta appena positivo.
Il quadro da inizio 2026 però premia ancora l’America. Il Russell 2000 guida con +20,45%, davanti al Nasdaq a +17,11%. Tra gli europei spicca il rally del nostro FTSE MIB con +15,15%, mentre il DAX resta fermo a +4,50%.
Sui token crypto l’Europa non esiste
Chi volesse cavalcare questa rotazione con strumenti crypto sugli indici europei trova però un muro. Nel mondo dei token e dei perpetual on-chain gli indici azionari europei non esistono. Su Hyperliquid, oggi il principale exchange per i perp, non c’è alcun contratto su DAX, Euro Stoxx 50 o FTSE MIB.
L’offerta tokenizzata è tutta concentrata sull’America. Tra i mercati disponibili figurano l’S&P 500, il Nasdaq nella versione USTECH e il Russell 2000. Presenti anche alcuni indici asiatici, come il Nikkei giapponese, il Kospi coreano e il Nifty indiano.
A completare il quadro qualche ETF su singoli Paesi, da Giappone e Taiwan fino a Corea e Brasile. Dell’Europa, sul fronte crypto, resta solo il cambio EUR. Nessun azionario, nessun indice continentale.
Il mondo dei token resta ancorato all’America. Per tradare DAX, Euro Stoxx o FTSE MIB serve ancora il future EUREX o il CFD tradizionale. Sul mondo crypto, per ora, l’Europa azionaria resta un buco nero, zavorrata dalla regolamentazione: MiCA e MiFID II trattano questi token come strumenti finanziari.
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