Michael Burry rincara la dose contro l'AI e cita Joker di Batman. La fine è vicina - e mostra i grafici
L'investitore de "La Grande Scommessa" punta ancora sulla fine del trend AI. E pubblica...
18:19 • Aggiornato 05/07/2026
Scritto da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
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Giornalista finanziario
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Si potrà contestare tutto a Michael Burry, l’investitore passato alla storia per aver shortato il mercato dei mutui americani durante la crisi del 2008, ma non di non insistere quando ha delle convinzioni. Poche ore fa Burry si è espresso di nuovo sulle condizioni del mercato AI, parlando di fine vicina e indicando ulteriori segnali di quella che ritiene essere una crisi imminente. Crisi che sarebbe ancora più importante, in quanto è stato proprio il comparto AI a spingere le borse, negli ultimi anni, verso nuovi record.
I più cinici dicono che certi commenti, rigorosamente in pubblico, di Burry, servono per indirizzare i mercati verso la direzione della sua posizione. Tuttavia, trattandosi di un investitore che ha certamente un suo impatto, un suo modo interessante di ragionare e che ha alle spalle grandi successi (e anche grandi cantonate), sarà interessante vedere come, quando e perché ha commentato la situazione attuale del comparto AI.
Una premessa: Michael Burry ha effettivamente delle posizioni short
Ne abbiamo parlato qui. Durante la scorsa settimana Burry ha comunicato pubblicamente di aver aperto o rinforzato posizioni short su grandi gruppi del settore AI. Tra questi Applied Materials, che ha vissuto una settimana da incubo – lasciando sul mercato oltre il 6,5% di perdite.
Non è stata comunque la peggiore del settore (Lam Research ha perso oltre il 10%) all’interno di una settimana che ha visto anche SOXX, ETF sulle società che producono chip o sono della filiera, perdere il 5,75%. Anche questo ETF, di iShares/BlackRock, è stato shortato da Burry.
- Come opera Burry?
Tendenzialmente prende posizioni a leva tramite opzioni o altri strumenti. È più conosciuto per le sue posizioni short che per quelle long, che tuttavia talvolta effettua e comunica pubblicamente.
Le novità
In realtà non ci sono state novità in termini di posizioni. O almeno non sono state comunicate.
Riprendendo una famosa frase di Joker in Batman, di Tim Burton. La fine è vicina, si danza con il diavolo, etc. etc. Ad indicare rischi eccessivi che il settore starebbe correndo, in quella che aveva definito, soltanto la scorsa settimana, come l’inizio della fine.
A sostegno della sua tesi, Burry ha pubblicato nell’ordine:
- Un grafico di Bloomberg che mostra il rapporto tra l’indice dei produttori di chip, e i forward ratio delle aziende che lo compongono;
- Un grafico su chi sta sostenendo economicamente il “trade AI”, ovvero hyperscaler la cui redditività futura è stata messa in dubbio da molti;
- La spesa in token LLM, che è in forte calo da giugno;
- Una breve, sempre di Bloomberg, che segnalando il terzo punto di questa nostra lista, indica segnali negativi dall’economia per il mondo AI.
Tesi chiaramente a sostegno delle più recenti posizioni di Burry – che da tempo segue una linea di forte scetticismo per quanto riguarda la sostenibilità del trend AI in futuro.
Burry ha anche affermato che potrebbero volerci mille colpi per affondare l’AI – e di averne visti per ora soltanto nell’ordine di qualche dozzina. Un segnale del fatto che è pronto ad aspettare – ritenendo che il settore AI debba, prima o poi, affondare. E probabilmente renderlo ancora più ricco.
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