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Dollaro in salita cosa vuol dire

Wall Street festeggia nuovi record, ma il rafforzamento del dollaro può cambiare tutto

Wall Street in ordine sparso: Dow Jones ai massimi mentre il tech frena. Analisi rafforzamento dollaro e Dollar Index e decisioni della Fed.
Dollaro in salita cosa vuol dire

Wall Street apre luglio in ordine sparso. Il Dow Jones vola su nuovi massimi storici, mentre Nasdaq 100 e S&P 500 restano più indietro dai rispettivi record di giugno. Sullo sfondo, il mercato crypto avvia il mese con un rally e il dollaro americano ritrova forza contro l’euro. Un contesto che intreccia azionario, valute e attese sulla Fed.

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Il quadro generale: Dow Jones da record, Nasdaq e S&P indietro

Il Dow Jones ha toccato un nuovo massimo storico a 52.903,85 punti. La spinta arriva soprattutto da titoli industriali e finanziari, meno esposti alle prese di profitto sul comparto tecnologico.

Dow Jones - S&P 500 - Nasdaq
Dow Jones – S&P 500 – Nasdaq

Il Nasdaq invece registra a luglio un calo mentre anche l’S&P 500 resta lontano dal massimo di 7.620,90 punti registrato sul cash del 2 giugno, scendendo a 7.483,24 punti. La contrapposizione è netta con il settore industriale che spinge su nuovi record, mentre la tecnologia frena.

Rafforzamento del dollaro ed effetti sulle borse

In questo scenario, nelle ultime settimane si registra il rafforzamento del biglietto verde come si può osservare sul grafico. Storicamente le fasi ribassiste su azionario e materie prime nascono spesso con un dollaro forte, mentre i bull market prendono forma quando il biglietto verde si indebolisce.

Euro Dollaro - weekly 05 luglio 2026
Euro/Dollaro – weekly 05 luglio 2026

Sul grafico weekly di euro dollaro possiamo osservare una panoramica dai minimi toccati nel 2025, con la relativa fase rialzista. Con l’inizio di gennaio 2026 il prezzo è arrivato a toccare la prima resistenza del vettore di lungo periodo che va dall’ATH di Eur/Usd a 1,5988 del gennaio 2008 fino al minimo registrato a 0,9634 di gennaio 2022. Da questa resistenza è iniziata una fase di contrazione di Eur/Usd.

I livelli di supporto da monitorare di Euro/Dollaro

Questa contrazione ha portato, una decina di giorni fa, a toccare un minimo a 1,1363 sul primo livello di supporto. Tuttavia l‘area principale è quella che passa tra 1,1151 e 1,1054. A scalare si trova poi il livello principale degli 1,0765.

Il rafforzamento del Dollar Index

Questa discesa dell’euro si è accompagnata al rafforzamento del Dollar Index, che vediamo nel grafico successivo. Sul grafico monthly del Dollar Index si può vedere come il mese scorso sia stata rotta la prima resistenza vettoriale dei 99,97.

Dollar Index - monthly luglio 2026
Dollar Index – monthly luglio 2026

Il prezzo ha ora un obiettivo successivo sul livello principale in area 103, dove interseca anche la SMA 50. Un arrivo del Dollar Index su questo livello, con una discesa parallela di euro dollaro sulla prima area supportiva intorno a 1,11 (tra 1,1151 e 1,1054), potrebbe rappresentare un segnale di rimbalzo, e viceversa.

ll countdown della Fed

Il countdown passa dalla Fed. Secondo Polymarket, la probabilità di tassi fermi alla riunione del 28-29 luglio è al 91%, mentre un rialzo di 25 punti base viene prezzato all’8%. Il nodo resta settembre, dove la probabilità di nessun cambiamento è scesa al 69% dall’oltre 80% di metà giugno. Anche il CME FedWatch ha tagliato la probabilità di rialzo a settembre al 55% dal 64,1% pre-report. La palla è in mano a Kevin Warsh.

A livello tecnico se ci fosse un breakout di Dollar Index dell’area 103 e una discesa di EUR/USD sotto 1,105 ci potrebbe essere una ripercussione rilevante anche sul mercato azionario.

Sui mercati vale ancora la regola attribuita a Rudi Dornbusch:

“I mercati toro non muoiono di vecchiaia, vengono uccisi dalla Fed”

I bear market nascono spesso quando il dollaro si rafforza, mentre i bull market si sviluppano quando il biglietto verde si indebolisce. Una politica restrittiva della Fed rafforza il dollaro.

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