Continua il pressing per un debito pubblico europeo condiviso. Questa volta a prendere le parti di un pooling dell’emissione di bond è il vice primo ministro e ministro dell’economia spagnolo Carlos Cuerpo, che viene ospitato sulle colonne di Bloomberg. L’emissione di debito Paese per Paese costerebbe, secondo i suoi calcoli, 70 milioni di euro al giorno ai cittadini europei.
La politica europea avrebbe pertanto, sempre secondo le parole di Cuerpo, una responsabilità: spendere nel modo più efficiente il denaro pubblico e – ça va sans dire – spingere per un debito che sia finalmente… europeo. Non è la prima volta che il tema occupa le discussioni pubbliche non è la prima volta che incontra delle resistenze importanti, soprattutto a certe latitudini.
Unione, anche nel finanziamento della spesa
Il messaggio di Cuerpo è chiaro:
Per ottenere il massimo dall’euro, dobbiamo guardare in direzione del finanziamento congiunto da un altro angolo. Mettere insieme l’emissione di debito non è soltanto una risposta alla crisi, ma mutuo interesse di tutte le nazioni dell’Unione Europea, che così ridurranno la dipendenza esterna, pur rimanendo fiscalmente responsabili.
La Spagna, come ha ricordato Cuerpo nel suo intervento su Bloomberg ha avanzato la proposta di una European Sovereign Facility, un meccanismo che permetterebbe alla Commissione Europea di emettere una parte del debito degli stati membri tramite obbligazioni sovrane. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di sviluppare un mercato comune del debito, che abbia liquidità e profondità sufficienti da comportarsi come una sorta di porto sicuro in termini di crisi.
Sostituirsi agli USA?
Dietro queste proposte c’è il sottinteso tentativo di sostituirsi, almeno in parte, al ruolo svolto dal debito pubblico degli Stati Uniti. Un obiettivo ambizioso, che comporterebbe anche un rafforzamento della reputazione dell’euro sullo scenario internazionale.
Il mercato europeo del debito rimane piccolo e frammentato. I bond emessi dall’UE sono soltanto di 750 miliardi di euro, contro i quasi 20.000 miliardi in circolazione di US Treasuries. Nessun emittente europeo sovrano è grande a sufficienza per offrire un asset sicuro globale da solo, ma le quattro grandi economie europee hanno le dimensioni sufficienti per superare la frammentazione.
Ok, ma quanto debito?
La proposta spagnola prevede l’emissione di un terzo di tutto il debito degli stati membri tramite Commissione Europea. Questo porterebbe, secondo i calcoli di Madrid, a uno stock di debito circolante di 5.000 miliardi di euro.
Un mercato ancora lontano dai 20.000 miliardi USA, ma che comunque sarebbe di dimensioni sufficienti per attirare investitori e per ridurre il premium su questi titoli che è dovuto alla minore liquidità del mercato di riferimento.
E quanto si risparmia?
Il risparmio sarebbe di 25 miliardi di euro – nel caso in cui i rendimenti offerti dovessero assestarsi su quelli attuali della Germania. Il calcolo, per capirci, parte dal presupposto che un debito emesso in modo congiunto erediti i rendimenti del migliore degli Stati che compongono… l’UE.
Wishful thinking direbbero gli americani? Per ora non è importante, perché ci sono da superare delle importanti resistenze politiche, che per il momento sembrano insormontabili.
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