Come prevedibile, l’ultima decisione del FOMC – il 17 giugno – che ha mantenuto i tassi invariati, non aveva messo tutti d’accordo. Sono stati pubblicati i verbali di quella riunione, che raccontano di una family fight, un litigio in famiglia come lo aveva descritto Warsh in conferenza stampa. Tuttavia, i membri votanti del FOMC hanno deciso di mostrarsi unanimi nel comunicato stampa.
Ad ogni modo, nulla di sconvolgente: durante la stessa riunione sono stati infatti pubblicati i dot plot, che indicano come in media i membri del FOMC ritengano la politica monetaria tramite tassi su livelli appropriati, con una convergenza verso un rialzo da qui a fine anno.
È tutto qui il litigio?
Sembrerebbe di sì. In realtà si tratta di una spaccatura che era già presente quando era ancora presidente Jerome Powell, anche se in quel caso le fazioni erano diventate tre. I falchi – che poi coincidevano con i membri delle divisioni locali di Federal Reserve, gli attendisti, che coincidevano con i membri del board di Fed, e l’uomo di Trump, Stephen Miran, che insisteva per uno o addirittura due tagli.
Ora le fazioni sembrerebbero essere due, con Kevin Warsh che dovrà cercare di far convergere vedute e decisioni anche durante il prossimo meeting, che si terrà il 29 luglio.
I mercati reagiscono in modo fiacco ai verbali
Trattandosi di verbali privi di ogni carattere di novità, i mercati non hanno reagito. Bitcoin rimane intorno ai 62.000$, che è il livello intorno al quale ha lottato per tutta la giornata.

Giornata negativa per i principali indici americani, con Dow Jones che perde l’1,10%, complici i nuovi venti di guerra che arrivano dall’Iran. Meglio Nasdaq, che si avvia a chiudere in parità dopo un recupero importante, S&P 500 perde invece, nel momento in cui pubblichiamo, lo 0,40%.
Il FOMC si riunirà il prossimo 29 luglio e i mercati sono relativamente incerti sulla decisione. FedWatch Tool di CME prezza infatti i tassi fermi al 69,5%, mentre sconta al 30,5% un rialzo dei tassi già in luglio.
Le cose diventeranno più chiare quando arriveranno i prossimi dati macro decisivi, tra i quali quelli che riguardano l’andamento dell’inflazione. Il peso dell’eventuale involuzione delle trattative tra Iran e USA non dovrebbe pesare eccessivamente.
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