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Bitcoin mining difficulty

Bitcoin: -5% per la difficulty per i miner. Ancora riduzione della “potenza di calcolo” del network

Non è un problema. E forse non è neanche un segnale al quale vale la pena di prestare attenzione.
Bitcoin mining difficulty

Ancora giù la difficulty di Bitcoin. È il meccanismo di auto-aggiustamento che a fronte di minore o maggiore potenza di calcolo conferita al network, riduce la quantità di lavoro media necessaria per produrre un blocco. In breve: la difficulty che scende segnala che – indirettamente – c’è stata minore potenza di calcolo conferita al network. È un problema?

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Il meccanismo – che non tutti conoscono – è una parte fondamentale del funzionamento di Bitcoin. Ed è quanto permette al network di produrre, approssimativamente, un blocco ogni 10 minuti. Della precedente riduzione abbiamo parlato con uno dei principali esperti mondiali di mercato del mining, Kaan Farahani. Eravamo a fine giugno e alcune delle questioni sollevate allora sono probabilmente valide ancora ora.

Prezzo, AI, richiesta di energia

Attenderemo dei dati più dettagliati prima di approfondire la questione. Tuttavia il trend, per quanto fiacco, è leggermente ribassista. A fine giugno Kaan Farahani di Luxor ci aveva parlato appunto di una combinazione di fattori. Domanda di energia da parte dell’AI sempre maggiore, con diversi dei miner nel network Bitcoin che hanno già siglato importanti contratti con i principali player del settore.

Stima hashrate
La stima sull’hashrate di BitInfoCharts

Non è chiaro per il momento se abbia giocato un ruolo la domanda maggiore di energia da parte delle utenze domestiche e industriali, principalmente negli USA, durante la stagione estiva. Sono attivi infatti piani che spingono i miner a sospendere le operazioni per conferire energia alla rete in momenti di picco.

Ad ogni modo, nonostante il trend sia leggermente negativo, di problemi per il network non ce ne sono. Siamo in realtà vicini ai massimi storici, nonostante un prezzo di Bitcoin tutto fuorché entusiasmante.

I dati del quattordicesimo aggiustamento del mining

La difficulty è scesa del 5%, quantità importante ma comunque inferiore rispetto all’ultimo aggiustamento negativo. Al netto delle (eccessive) preoccupazioni per lo stato di salute di Bitcoin, si tratta di un meccanismo di aggiustamento automatico, che permette al network di approssimare la produzione dei blocchi a 10 minuti.

Un ingranaggio di una macchina complessa, ma che funziona come un orologio svizzero. Prima di preoccuparsi e di speculare su questa riduzione della difficulty bisogna guardare al grafico dell’hashrate, poi rendersi conto dell’impressionante uptime di Bitcoin e della sua capacità di funzionare proprio come promesso. Non è da tutti. Anzi, non è quasi da nessuno. Praticamente da nessuno.

Ed è una delle forze più incredibili di Bitcoin, una di quelle che i detrattori fanno sempre fatica a ricordare.

Per tanti, che invece vogliono avvicinarsi a Bitcoin con un po’ di sana curiosità, si tratta di una buona occasione per studiare questa caratteristica di $BTC.

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