Indirizzi che sono riconducibili al governo federale degli Stati Uniti hanno spostato poco più di 250 milioni di euro in Bitcoin e Ether verso Coinbase Prime, servizio dell’omonimo exchange destinato in genere a vendita e custodia. Non è chiaro per il momento se si tratti di vendite. Il presidente Donald Trump aveva firmato a marzo 2025 un ordine esecutivo per impedire la vendita di $BTC e altre crypto ottenute dal governo tramite sequestro. Dovrebbero essere, le crypto di cui sopra, la parte principale delle riserve strategiche in asset digitali degli USA, così come da programma elettorale del presidente in carica.
I Bitcoin spostati sarebbero legati, come riporta CoinDesk, al caso di Ryan Farace, accusato insieme al padre di aver riciclato tramite Bitcoin proventi derivanti dal traffico di stupefacenti. Altri sarebbero invece legati all’ex exchange BTC-e.
Gli USA si preparano alla vendita?
Mancano delle comunicazioni ufficiali e non vi è la certezza di vendita imminente. Il governo degli Stati Uniti siede su un’enorme quantità di Bitcoin e di altri asset digitali, per quanto anche l’attuale governo abbia avuto non poche difficoltà a stimare con precisione le detenzioni complessive.
Coinbase Prime infatti, che controlla gli indirizzi di destinazione dei trasferimenti, offre non solo servizi di vendita e acquisto, ma anche di custodia, finanziamento, staking istituzionale. Questa ultima ipotesi è però da escludersi, in quanto sarebbe valida soltanto per gli $ETH conferiti a Coinbase.
Il destino delle grandi quantità di asset digitali ottenuti dal governo USA tramite sequestri rimane pertanto incerto: c’è un ordine esecutivo di Donald Trump, uno dei primi firmati dopo il giuramento di gennaio 2025, che impedisce alle agenzie governative di liberarsi delle criptovalute così ottenute. L’ordine non sembra sia stato sempre rispettato.
La responsabilità della gestione (ed eventuale vendita) degli asset è in capo a U.S. Marshals Service, che è incaricata come agenzia della liquidazione degli asset ottenuti tramite procedimenti giudiziari federali. L’agenzia può procedere con la vendita soltanto successivamente alla confisca definitiva. L’agenzia, in passato, ha venduto tramite aste.
Ne sapremo di più?
Probabilmente no. Tali procedure sono trasparenti fino a un certo punto, con il grosso delle informazioni che in genere arriva più dai movimenti onchain che da comunicazioni ufficiali.
Al netto comunque dell’ordine esecutivo di Trump, nel caso in cui ci fossero dei risarcimenti accordati alle vittime, non si potrebbe che procedere con delle vendite.
La quantità di asset trasferita è importante, ma non tale da spostare il prezzo di Bitcoin o Ethereum.
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