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Inflazione USA molto al di sotto delle aspettative. Volano Bitcoin e crypto

Ottimi numeri dall'inflazione USA, che scende molto di più delle aspetattive.
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L’inflazione USA CPI è molto più bassa delle aspettative per il mese di giugno, sia per la componente Core sia per la headline. Prezzi più bassi in modo sensibile rispetto a quanto avevano previsto banche d’affari e analisti, per quella che per i mercati sarà una boccata d’aria importante in un momento di relativa difficoltà per i mercati.

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Un miss importante da parte degli analisti, per quantità che non capita di vedere di frequente per quanto riguarda i dati sui prezzi USA.

I dati rispetto alle previsioni

IndicatoreGiugno 2026AspettativeMaggio 2026
Headline CPI MoM-0,4%-0,1%0,5%
Headline CPI YoY3,5%3,8%4,2%
Core CPI MoM0,0%0,2%0,2%
Core CPI YoY2,6%2,8%2,9%
I dati pubblicati oggi sono riferiti al mese di giugno. Qui il confronto con le aspettative e con il dato del mese precedente

Le due inflazioni

Il CPIConsumer Price Index – viene pubblicato in due varianti. La prima è quella headline, che è l’inflazione generica. Include anche i dati dei prezzi dei titoli energetici e alimentari – che sono però poco utili a capire l’effettivo andamento dell’inflazione, dato che possono essere molto volatili anche per motivi “esogeni”.

L’inflazione core è invece una misurazione identica a quella di cui sopra, senza però né gli alimentari né i prodotti energetici. Federal Reserve segue più da vicino questo secondo dato.

Va ricordato inoltre ai nostri lettori che questo non è il dato sull’inflazione maggiormente seguito da Fed, che preferisce quanto restituito dal PCE.

La situazione sui mercati: aspettative sui tassi

Si parte da una situazione, prima dell’apertura dei mercati USA, di forte incertezza sulla prossima decisione di Federal Reserve sui tassi di interesse. Il FOMC – il comitato di Fed che decide sui tassi – si riunirà il prossimo 29 luglio. I mercati, prima della pubblicazione dei dati sull’inflazione di oggi, scontavano al 63,1% no aumenti dei tassi e al restante 36,9% la possibilità che Federal Reserve aumenti i tassi già dal prossimo incontro.

La situazione più interessante però si configura da qui a fine anno. Gli ultimi dot plot – le previsioni dello stesso FOMC – indicano chiaramente aspettative tra uno e due rialzi dei tassi da qui a fine anno, che i mercati stanno già pienamente scontando.

Il dato di oggi è molto incoraggiante, dato che segnala una flessione importante durante il primo (e a questo punto unico) mese di cessate il fuoco tra Iran e USA.

aspettative tagli aumenti tassi
Le aspettative prima della pubblicazione dei dati

Le aspettative sui tassi di interesse hanno un importante impatto su Bitcoin e sul resto del comparto degli asset digitali. Questa categoria di asset preferisce un regime monetario meno restrittivo, ovvero con tassi attesi più bassi. I numeri di oggi – per quanto spingeranno a una reazione dei mercati – sono comunque poco decisivi.

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Successivamente alla pubblicazione del dato, i mercati hanno ampiamente ridotto le aspettative sull’aumento dei tassi a luglio

Cosa pesa sul futuro dell’inflazione?

In primo luogo il ritorno della guerra tra USA e Iran – che eserciterà ulteriori pressioni tramite il prezzo del greggio. WTI è di poco sotto gli 80$ mentre Brent scambia sopra gli 87$. Per ora siamo non troppo al di sopra della media dei prezzi di giugno.

Ci saranno poi altre questioni, a partire da quelle che da tempo esercitano pressioni rialziste sui prezzi. Kevin Warsh, durante il suo primo discorso da Presidente di Federal Reserve ha ribadito più volte di voler riportare l’inflazione sotto il 2% come priorità assoluta del suo mandato.

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