È un Kevin Warsh, neo presidente di Federal Reserve, ancora molto duro contro l’inflazione. L’occasione è stata l’audizione periodica davanti alla commissione del Congresso che si occupa di servizi finanziari, con interventi che hanno riguardato principalmente le prossime mosse di Federal Reserve in termini di politica monetaria.
Lotta dura e zero compromessi per il ritorno al target del 2%, per eliminare quella che Warsh ritiene essere una tassa aggiuntiva sul popolo americano, con responsabilità pressoché esclusiva delle scelte di politica monetaria, come ha ripetuto anche oggi davanti al Congresso. Warsh ha parlato di tolleranza zero per l’inflazione elevata sul medio e lungo periodo, con un focus massimo nel ripristinare la stabilità dei prezzi negli States. Le dichiarazioni di Kevin Warsh sono arrivate poco dopo la pubblicazione di dati sull’inflazione molto incoraggianti, ancora lontani dal target ma molto più bassi delle aspettative.
Kevin Warsh non si fa incantare dai dati
In tanti si sarebbero aspettati un Kevin Warsh almeno sulla carta più morbido, dopo che i dati riguardanti l’inflazione hanno confermato prezzi lontani dal target, ma comunque in forte discesa rispetto alle previsioni di analisti e banche d’affari.
È stata una tassa sul popolo americano e sulle attività. Abbiamo in programma di eliminare quella tassa. Questo vuol dire che abbiamo bisogno di un cambio di regime per la politica monetaria e nuove considerazioni delle misure che abbiamo a disposizione, alcune delle quali hanno funzionato, altre no.
È questo il messaggio di Kevin Warsh che è stato ripreso da tutti i giornali che si occupano di economia e finanza e che segnalano due delle novità che Warsh vorrebbe introdurre durante il suo mandato.
La prima è muoversi come se sia soltanto la politica monetaria a determinare l’inflazione. Discorso complesso da affrontare su queste pagine e in una breve, e sul quale torneremo quanto prima. Il secondo invece è che ci saranno da cambiare anche le modalità di intervento, cosa che ci fa tornare alla prima uscita pubblica di Warsh come presidente di Fed a margine del FOMC dello scorso mese.
Mercati ok
I mercati non hanno risentito granché di un Kevin Warsh almeno sulla carta molto più hawkish di come se lo aspettavano il grosso degli analisti prima della nomina ufficiale.
Nel momento in cui scriviamo Bitcoin rimane sopra i 64.000$, cifra che ha raggiunto dopo la corsa innescata dai dati sull’inflazione CPI più bassi delle aspettative.
Bene anche il resto del comparto, con Ethereum che guadagna oltre il 5% su base giornaliera e con il resto del settore che segue in scia.
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