Anche i grandi broker mondiali, poco per volta, si stanno aprendo alle criptovalute: oggi è il turno di Interactive Brokers, una delle maggiori piattaforme di trading statunitensi, che dopo aver introdotto il supporto al trading di asset digitali nel settembre 2021 ha deciso di ampliare ulteriormente la propria offerta al pubblico.
Secondo quanto emerso nel comunicato stampa dell’azienda, sono stati aggiunti ufficialmente 9 nuovi asset alla lista delle criptovalute supportate. Gli utenti potranno negoziarli in modalità spot direttamente all’interno della piattaforma, senza dover uscire su applicazioni esterne, e mantenendo dunque l’esposizione sullo stesso ambiente utilizzato per il trading di azioni, ETF e altri strumenti finanziari TradFi.
Interactive Brokers espande la propria offerta crypto: ecco perché la notizia è bullish
Forse non tutti si rendono conto dell’enorme bacino di utenza e visibilità di cui dispone Interactive Brokers. La società è operativa su ben 170 mercati diversi in 29 valute fiat differenti, servendo clienti provenienti da 200 Paesi attraverso una singola piattaforma integrata.
Nel fact sheet del gruppo sono dichiarati 5 milioni di conti aperti dagli utenti, per un valore di equity che ammonta a 790 miliardi di dollari. Per fare un confronto, parliamo di una capacità liquida che vale circa 3,5 volte la capitalizzazione circolante di Ethereum, cosa che fa capire l’enorme mole di denaro che circola all’interno del broker.
Chiaramente la composizione degli utenti è meno “degen” rispetto ad altre piattaforme crypto native, e non tutti i clienti di Interactive Brokers sono effettivamente interessati a negoziare asset ad alto beta. Questo tuttavia non riduce l’impatto potenzialmente positivo della notizia sul settore, essendo comunque un nuovo importante canale d’accesso per milioni di investitori di tutto il mondo.
Prima di queste 9 monete – che tra poco vedremo insieme – la piattaforma aveva già listato 11 tra gli asset più capitalizzati e conosciuti del comparto, in una serie di integrazioni iniziata a partire da settembre 2021. Per la precisione, erano già disponibili per il trading spot: Bitcoin ($BTC), Ethereum ($ETH), Litecoin ($LTC), Bitcoin Cash ($BCH), Solana ($SOL), Polygon ($POL), Cardano ($ADA), Ripple ($XRP), Dogecoin ($DOGE), Chainlink ($LINK), Avalanche ($AVAX) e Sui ($SUI).
Più di recente Interactive Brokers aveva anche siglato un accordo con un competitor di Polymarket per aggiungere i mercati predittivi ai servizi di trading disponibili, con focus su eventi sportivi, dati macroeconomici e risultati politici.
Le 9 criptovalute che potrebbero trarre vantaggio dal listing
Le monete oggetto della nuova integrazione sono le seguenti: Aave ($AAVE), Aptos ($APT), Canton ($CC), Lido DAO ($LDO), Monad ($MON), NEAR Protocol ($NEAR), Plasma ($XPL), Pax Gold ($PAXG) e Uniswap ($UNI).
C’è tanta DeFi in questi nuovi listing, che vede sicuramente risplendere il miglior money market dell’industria e il miglior DEX decentralizzato, rispettivamente Aave e Uniswap. Notiamo anche un certo interesse per le criptovalute di nuova generazione come quelle di Canton, Plasma e Monad, che fino ad ora non hanno rispettato le alte aspettative dei propri holder. Ottimo segnale anche per il trend della privacy con il listing di NEAR Protocol, progetto che sta puntando tutto sul tema del confidential computing.
Le 9 crypto in questione sono sbarcate su Interactive Brokers tramite la partecipazione dell’infrastruttura Zerohash, partner della piattaforma per quanto riguarda i servizi crypto. Oltre ai nuovi token però, l’azienda ha aggiunto anche un interessante supporto per i trasferimenti in stablecoin, in particolare per $USDC, $PYUSD e $RLUSD, fattore che riduce ancor di più il gap che c’è tra mondo blockchain e finanza tradizionale.
Gli utenti potranno dunque depositare e prelevare stablecoin, senza dover necessariamente passare per canali fiat, semplificando tutto il flusso operativo. Prima di questa novità i clienti potevano solamente finanziare il conto IBKR in $USDC, con il saldo che veniva automaticamente convertito in dollari, ma non potevano trasferire gli asset su wallet esterni. Ora si apre una nuova era per l’interoperabilità tra crypto e TradFi.
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