Venticinque “conti crypto” da congelare, perché collegati allo scandalo $LIBRA, token crypto che fu pubblicizzato dal presidente argentino Javier Milei e che ha aperto un infinito caso politico e criminale in Argentina. A ordinare il congelamento è il giudice federale Marcelo Martinez de Giorgi, imponendo contestualmente agli exchange che ospitano gli indirizzi di rivelare l’identità dei titolari. Gli exchange “colpiti” sarebbero almeno sei. Il provvedimento arriva, secondo quanto riporta InfoBae, su richiesta del pubblico ministero Eduardo Taiano.
La procura avrebbe chiesto agli exchange anche la documentazione completa che riguarda l’identificazione di chi ha aperto i conti, che avrebbero trasferito parte dei guadagni ottenuti al lancio della criptovaluta. Il congelamento è stato ritenuto necessario dal tribunale per evitare che vengano trasferiti parte dei proventi che potrebbero risultare illeciti.
Il caso che angoscia la presidenza
Nessuno si sarebbe curato del caso $LIBRA, se la criptovaluta in questione non fosse stata sponsorizzata su X dal presidente in carica argentino Javier Milei, che è finito all’interno di una vicenda che è diventata un enorme caso politico.
Il caso risale al febbraio 2025, in piena fase meme token politici, nello stesso periodo in cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato le criptovalute $TRUMP e $MELANIA. Un periodo particolarmente fecondo per questo tipo di attività – almeno a considerarle dall’angolo economico di chi le ha lanciate.
Il caso $LIBRA si consumò però in un arco temporale assai più ristretto. Quando in Italia eravamo nel cuore della notte del 14 febbraio 2025, il presidente argentino Javier Milei pubblicò un tweet di chiara sponsorizzazione del progetto, che portò il token a crescere enormemente di valore prima dell’inevitabile crash. Un crollo che ha colpito centinaia di piccoli risparmiatori e che secondo le procure argentine sarebbe stato organizzato da professionisti di questo tipo di lanci.
Il caso si è concentrato fino a oggi nel tentativo di individuare delle responsabilità – dietro compenso economico – dell’attuale presidente argentino Javier Milei. Il presidente aveva infatti incontrato Hayden Davis, uno dei promotori e ideatori del progetto, addirittura nella Casa Rosada, già il 30 gennaio 2025.
Gli inquirenti sono ora concentrati nello stabilire se Milei abbia ricevuto o meno dei compensi economici diretti o se abbia sponsorizzato il progetto suo malgrado. L’attenzione ora è concentrata su spostamenti da 4,78 milioni di dollari, alcuni dei quali avvenuti in concomitanza dell’incontro tra Davis e Milei, secondo quanto aveva già riportato El Pais.
Per ora però – nonostante ci siano prove del tentativo di chiudere un accordo economico tramite Mauricio Novelli, non ci sono prove della conclusione dello stesso.
Il caso, oltre che per il profilo eventualmente penale, continua a tenere banco anche per le possibili conseguenze politiche. I partiti di opposizione hanno proposto anche l’impeachment del presidente argentino.
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