STMicroelectronics crolla in borsa dopo una guidance al di sotto delle aspettative, nonostante il buon momento del comparto chip. Il titolo è sotto del 14% nel momento in cui pubblichiamo questa breve. Gli analisti avevano previsto una guidance, per il prossimo trimestre, sopra i 3,75 miliardi di dollari. Il gruppo ha invece comunicato di attendersi soltanto 3,7 miliardi di ricavi per i tre mesi che arriveranno.
Nel frattempo però il gruppo torna agli utili: 220 milioni di dollari, che però non sembrano aver interessato granché i mercati, che evidentemente si aspettavano una corsa importante anche da parte dei ricavi attesi.
Gruppo ottimista per la seconda parte del 2026
Ad ogni modo, non sono state trimestrali negative al 100%. Nonostante una maggiore prudenza per quanto riguarda il prossimo trimestre, il gruppo ha affermato di aspettarsi un secondo semestre più interessante. Ricavi, per allora, previsti per più di 4 miliardi di dollari.
A spingere la crescita del gruppo dovrà essere il trend dei data center AI, settore comunque esposto a diverse preoccupazioni, come confermano le performance di Google dopo la pubblicazione dei dati trimestrali.
Le borse rispondono in modo feroce: -14% nelle prime ore di contrattazione del titolo, con le azioni che vengono scambiate sotto i 50€, annullando così di fatto tutta la crescita da maggio.
Avranno comunque poco di cui lamentarsi gli azionisti: da inizio anno il titolo ha guadagnato più del 110%, per una performance importante dettata principalmente da un trend AI che ha premiato, in questa fase, particolarmente i chip.
Oggi altre trimestrali calde
Per rimanere nel comparto dei chip e dell’AI, a borse chiuse arriveranno le trimestrali di Intel, gruppo tornato a ruggire dopo l’impegno del governo USA, che detiene il 9,9% delle azioni del gruppo.
Sarà un’ulteriore conferma (o smentita) della tenuta del comparto chip, che non sembrerebbe ancora aver reagito alla notizia di maggiore spesa per i data center e l’AI in generale sia da parte di Google, sia invece da parte di OpenAI. Con ogni probabilità tutte le altre società del comparto dovranno alzare ulteriormente la posta, in un comparto già colpito da crunch dell’offerta, dovuta a una domanda che mai si era vista prima.
È anche a causa del contesto di cui sopra che gli investitori hanno probabilmente mal digerito la guidance prudente di STM.
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