La settimana che si apre sui mercati finanziari porta una raffica di trimestrali del settore tecnologico e un appuntamento macro di primo piano. Mercoledì la Federal Reserve annuncia la decisione sui tassi, nel mezzo di una tornata di conti che riguarda i big di Wall Street e non solo. Il doppio fronte, societario e monetario, può influire sugli indici azionari e il comparto crypto.
Trimestrali Big Tech e Fed, la settimana che può muovere azioni e crypto
Oggi la giornata resta leggera, con pochi nomi di rilievo tra cui Applied Digital e l’acciaieria Nucor, tra i più rilevanti. Martedì entrano in scena società più pesanti tra consumi e i pagamenti, con Coca-Cola, Visa e Boeing sotto i riflettori.
Il calendario accelera da mercoledì, quando a borse chiuse arrivano i conti più attesi del comparto. La maggior parte dei conti arriverà dopo la chiusura di Wall Street con i movimenti registrati nell’after-hour azionario.
Big Tech al centro, con Apple, Amazon, Meta e Microsoft
Il cuore della settimana sono quattro dei Magnifici Sette, in uscita tra mercoledì e giovedì. Microsoft e Meta pubblicano i conti mercoledì sera, mentre Apple e Amazon rispondono giovedì, tutte dopo la campanella. Il mercato guarderà soprattutto alla spesa per gli investimenti in intelligenza artificiale, cioè quanto capitale (capex) finisce in data center e chip. Conterà anche la guidance, ovvero le indicazioni delle aziende sui trimestri futuri.
Per Microsoft il faro è la crescita del cloud Azure, per Amazon la divisione cloud AWS. Su Apple pesano iPhone e servizi, mentre per Meta conta la tenuta dei ricavi pubblicitari. La cautela nasce dai conti di Alphabet, già usciti la settimana scorsa con numeri solidi, ma piani di spesa che hanno spaventato gli investitori.
Il peso delle Magnifiche 7 e il traino di Apple

Le Magnifiche 7 valgono da sole quasi il 38% dell’indice Nasdaq 100 eppure quest’anno non hanno trainato l’indice. I rialzi di Apple e Nvidia sono stati quasi azzerati dai cali di Microsoft, Tesla e Meta, come si può osservare dalla tabella delle performance. Sommando pesi e rendimenti, il gruppo Mag 7 aggiunge appena qualche decimo di punto ai guadagni annuali del Nasdaq.
Rally Apple e chip
Apple resta l’eccezione positiva tra le big, con un peso del 7,85% del Nasdaq e sale del +22,32% da inizio 2026. Apple da sola vale quindi circa 1,7 punti del +12,61% messo a segno dal future Nasdaq nel 2026, cioè circa un settimo del rialzo. In allegato si può osservare il grafico degli ultimi dieci anni di Apple. Attualmente quota 333$ sui massimi storici e in luglio registra un rialzo del +15%.

Il resto della corsa arriva dai semiconduttori, con Micron e Marvell non a caso, davanti a colossi come Meta e Tesla. La rotazione verso i chip è quindi già dentro l’indice, non solo nei prezzi, infatti il future Nasdaq resta avanti all’S&P 500 fermo a +8,96% da inizio anno.

Le altre trimestrali e le mosse della Fed
Oltre alle Magnifiche 7, la settimana offre anche altri nomi di peso tra tech e finanziari. Mercoledì tocca anche a Qualcomm e ad Arm, due protagonisti del mondo dei chip. Giovedì riportano invece Coinbase e Strategy, i titoli più legati all’andamento delle crypto.
Venerdì chiudono i petroliferi ExxonMobil e Chevron in una fase in cui il petrolio e i costi energetici sono tornati all’attenzione di tutti. Su tutto pesa la Federal Reserve, attesa mercoledì sui tassi e relativa conferenza stampa che seguiremo sul canale YouTube di Criptovaluta.it®. Il giorno successivo scatterà con il dato sull’inflazione Core PCE.
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