Bitcoin è in rialzo del +11,5% dai minimi di giugno, ma rimane ancora soffocato al ribasso su timeframe più ampi, con i prezzi che segnano un pesante drawdown del -49% dai massimi storici. Nel frattempo, i volumi di trading su exchange centralizzati accompagnano questa fase di incertezza, registrando una contrazione del -75% dalla fine del 2024, arrivando a toccare i livelli più bassi osservati durante il 2023.
Il problema non è tanto legato ai fondamentali della criptovaluta, quanto al fatto che sul mercato non sembra esserci grande interesse e partecipazione da parte degli investitori, con tutti gli occhi che – ormai da mesi – sono puntati su altre piazze più attraenti dal punto di vista speculativo. Da qui in avanti servirà un catalizzatore preciso per riportare domanda su $BTC e favorire la ripresa dei volumi, almeno secondo quanto evidenziano alcuni analisti del mondo on-chain.
Bitcoin: volumi giù dal 2024, per ripartire serve un cambiamento radicale
Secondo quanto analizzato dal ricercatore Darkfost di CryptoQuant, Bitcoin continua a vivere vibes da profondo bear market, nonostante i prezzi siano rimbalzati con convinzione dai minimi. I dati dei volumi di trading spot relativi al mese di luglio confermano la tendenza ribassista del mercato, con gli operatori che mantengono un basso appetito per il rischio sul crypto asset.
Per dare qualche numero: nell’ultimo mese Binance ha registrato appena 35 miliardi di dollari di scambi, contro i 246 miliardi toccati a novembre 2024, per un calo del -85% circa, complice anche in piccola parte la sua assenza dal mercato europeo. Non va molto meglio su altre piattaforme, con i dati di Bybit, Coinbase e OKX che mostrano una tendenza simile, seppur leggermente meno pronunciata.
A livello aggregato emerge come la discesa dei volumi sia proseguita in maniera pressoché costante sin da ottobre 2025, interrotta solo temporaneamente dal recupero registrato a giugno, e poi nuovamente riassorbita a luglio.
Ovviamente questa dinamica non riguarda solo Bitcoin, ma in generale tutti gli asset crypto del settore, con pochi casi eccezionali di volumi in aumento negli ultimi mesi. Questo vale sia su CEX che su DEX, così come sui mercati spot e futures, a dimostrazione di come l’interesse degli speculatori per le criptovalute sia generalmente scemato. C’è solo una categoria che sembra esente da questo bear market lento e doloroso.
Dove si sono spostati i capitali degli investitori?
Come accennato sopra, e come più volte vi abbiamo spiegato all’interno della nostra testata, i capitali in questo momento sono principalmente collocati su borse della finanza TradFi, in particolare sulle azioni. Sono mesi in realtà che gli investitori si sono spostati dalle crypto alle stocks, soprattutto perché negli ultimi due anni Bitcoin sembra aver perso quella componente che tanto piaceva agli utenti, ossia la volatilità.
La volatilità realizzata di Bitcoin a un anno è praticamente sui livelli più bassi di sempre, mentre sta emergendo un’anomalia con la volatilità implicita, come spiegato egregiamente da Alex Lavarello nel suo recente approfondimento.
Fatto sta che, proprio a causa dei movimenti meno estremi di Bitcoin rispetto allo storico dei precedenti bull market, in tanti si sono riversati su piazze che – complice anche l’entusiasmo sfrenato per il comparto AI – hanno offerto una volatilità più appagante e divertente. Questo lo vediamo non solo banalmente dalle performance del comparto azionario, ma anche dai volumi registrati dal segmento degli RWA perp su exchange centralizzati e decentralizzati, che hanno seguito una dinamica opposta rispetto a Bitcoin e altcoin negli ultimi mesi.

Bitcoin ha bisogno di una spinta a livello macro
Secondo l’analista di CryptoQuant, per ritornare stabilmente in un trend bullish serve un cambiamento netto nella struttura di mercato attorno a Bitcoin. Un cambiamento che passi innanzitutto dallo sfondo macroeconomico, ormai sempre più influente sulle dinamiche degli asset risk-on, tramite una serie di eventi capaci di riportare domanda sulle borse crypto.
A tal proposito, il primo catalizzatore potrebbe arrivare già questa sera con la decisione di Kevin Warsh, presidente della Federal Reserve, in merito ai tassi di interesse negli Stati Uniti. Le proiezioni di FedWatch indicano il 70% di possibilità di “no change” e il 30% in relazione a un rialzo di 25 punti base. C’è in realtà anche chi chiede un rialzo di 50 punti, e questo non sarebbe assolutamente un buon segno per i mercati più speculativi, primo fra tutti quello di Bitcoin.
L’assenza di aumenti del costo del denaro negli USA potrebbe essere invece un primo indizio, che andrà poi comunque confermato nei prossimi appuntamenti macro, per una ripresa del sentiment e un ritorno dei volumi sulle piazze di trading. I successivi FOMC della FED, dopo quello di stasera, sono attesi per il 16 settembre, 28 ottobre, e 9 dicembre.
Come da tradizione su Criptovaluta.it, vi invitiamo a seguire live la conferenza stampa di Warsh sul nostro canale YouTube alle ore 20:25, un appuntamento che potrebbe rivelarsi ancora più interessante della decisione stessa sui tassi, soprattutto per quello che concerne un possibile cambio di atteggiamento della banca centrale da qui ai prossimi mesi.
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