I capitali nel mondo crypto stanno diventando sempre più selettivi, e i nuovi progetti fanno fatica a trovare spazio per emergere. Su questa dinamica si basa la tesi di Lorenzo Valente, direttore della ricerca degli asset digitali presso Ark Invest – la società di investimenti cofondata dalla famosa Cathie Wood – che prevede un futuro molto più complesso e profondamente diverso rispetto a quello visto nei precedenti cicli di mercato.
Secondo quanto riportato in un recente post su X, il ricercatore afferma che da qui in poi potremmo assistere a tante nuove procedure di fallimento Chapter 11 negli Stati Uniti, diverse chiusure di società e startup a tema crypto/blockchain e, in parallelo, a una nuova ondata di acquisizioni strategiche e fusioni. Per molti questo sarebbe uno scenario ribassista, ma in realtà potrebbe aprire le porte a un mercato più sano, meno frammentato e potenzialmente più rialzista.
Lorenzo Valente di Ark Invest: la più grande fase di consolidamento della storia delle crypto
Lo specialista di Ark Invest sottolinea come l’attuale bear market sia profondamente diverso rispetto a quello dei precedenti cicli. Il comparto crypto, a suo dire, starebbe attraversando un periodo di forte consolidamento, più precisamente “il più grande consolidamento della storia”.
A livello tecnico la sua affermazione converge con quanto riportato a inizio giugno da Chris Beamish, analista di Glassnode, che in un’intervista esclusiva ai nostri microfoni aveva parlato del “bear market più lento e doloroso della storia“, riferendosi a una serie di indicatori relativi all’analisi on-chain.
Ad ogni modo, Lorenzo Valente nel suo intervento non si concentra sul comportamento dei prezzi di Bitcoin e sull’atteggiamento dei vari holder, ma guarda piuttosto al modo in cui sta evolvendo la struttura di mercato, con focus sulla distribuzione dei ricavi delle piattaforme on-chain. Riprendendo una dashboard di Blockworks, Valente mostra come al giorno d’oggi due applicazioni – Hyperliquid e PumpFun – detengono il 67% di tutte le revenue, con un dato che sale all’80% se includiamo anche Ethena.
Questo livello di concentrazione è ai massimi storici, evidenziando come rispetto al passato oggi la maggior parte della ricchezza in DeFi venga prodotta da pochi protocolli dominanti. In realtà, anche al di fuori della finanza decentralizzata, tutti i progetti che non riescono a trovare un product-market-fit stanno vivendo periodi difficili. Ne è un esempio la recente chiusura di tre storici exchange del settore.
Fallimenti dei più piccoli e acquisizioni dei più grandi: perché potrebbe essere bullish
Il ricercatore di Ark Invest continua sostenendo che questa dinamica, in cui i capitali degli investitori si muovono in modo molto meno diversificato rispetto al passato, porterà inevitabilmente a nuovi fallimenti delle realtà più deboli e con meno trazione. Contestualmente, le piattaforme più grandi e consolidate potrebbero scegliere di acquisire le aziende in difficoltà per ampliare il proprio business e puntare ad incrementare la quota di mercato dei ricavi.
Tutto ciò, sempre secondo l’analista, sarebbe da interpretarsi come uno sviluppo “estremamente rialzista” per il settore. Nel post non viene spiegato il nesso tra questi due aspetti, sebbene verosimilmente il suo pensiero possa essere ricondotto al fatto che, con meno player in gioco, il mercato diventerebbe meno frammentato e di conseguenza i progetti più grandi potrebbero beneficiare più facilmente di una concentrazione di capitali, utenti e ricavi.
Si dice infatti che la frammentazione sia uno dei problemi principali che affligge il mercato crypto, in quanto distribuendo gli investimenti su tanti piccoli progetti, si finisce per disperdere liquidità e favorire poche innovazioni. Invece, su una base molto più ristretta di token e piattaforme su cui investire (come succedeva fino al 2021) potrebbero esserci migliori condizioni per favorire un’altseason dei progetti giusti.
Ad ogni modo, seppur la linea di pensiero di Lorenzo Valente di Ark Invest appaia senz’altro condivisibile e sensata, si scontra con le preoccupazioni riportate di recente da un grande fondo di investimento, che in relazione a una concentrazione delle aziende dominanti, ha parlato di rischio di forte centralizzazione entro il 2030.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi


della serie “meno siamo meglio stiamo”