Microsoft batte le previsioni degli analisti su ricavi, EPS e – cosa più importante – sui ricavi legati ai servizi cloud di Azure. Il titolo si attesta al +1,90% rispetto ai prezzi alla chiusura delle trattative a Wall Street. Storia diversa per Meta: la società fondata e guidata da Mark Zuckerberg perde oltre il 6% in afterhours, principalmente per guidance tiepida su ricavi del trimestre in corso.
Direzioni opposte per due delle aziende più rappresentative delle borse e assolute protagoniste anche del ciclo dell’intelligenza artificiale. Per Microsoft si festeggia la presenza di ricavi importanti in una fase di spesa enorme per l’infrastruttura AI. Di segno speculare invece i numeri di Meta/Facebook, che pur non ha escluso nelle scorse settimane di lanciare servizi cloud per rendere profittevole la potenza di calcolo inutilizzata.
Quest’anno Azure ha superato i 100 miliardi [di ricavi, NdR] per la prima volta e Microsoft 365 Copilot ha superato 30 milioni di utenze a pagamento, riflettendo così la fiducia che i consumatori stanno riponendo in Microsoft per la trasformazione AI.
Questo è il commento del CEO di Microsoft Satya Nadella, che celebra risultati incoraggianti per il comparto cloud, che allontanano – ci passeranno i nostri lettori il gioco di parole – le nuvole che si stavano addensando su tutto il comparto tech.
I numeri di Meta che non convincono
A non convincere sul fronte Meta sono le previsioni di ricavi per il prossimo trimestre tra 61 e 64 miliardi di dollari, di media al di sotto delle previsioni degli analisti, a 63,2 miliardi di dollari. Ricavi previsti non brillanti che sono maggiormente preoccupanti in una fase di enorme spesa anche per l’azienda di Mark Zuckerberg nel settore AI.
I mercati hanno punito in modo importante il titolo: nelle contrattazioni al di fuori degli orari standard, il gruppo ha perso oltre il 6%, per quanto i movimenti di prezzo rimangano volatili, con l’after hours che – a volumi storicamente ridotti – non sempre è in grado di prezzare correttamente certe notizie.
A pesare è anche il calo del cashflow del 91%, condizionato – come nel caso di Google – da investimenti copiosi nel comparto AI, in particolare nell’infrastruttura. Il gruppo ha riportato 784 milioni di dollari di free cash flow, contro gli 8,55 miliardi di un anno fa.
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