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ray dalio bitcoin

Ray Dalio ha ancora l’1% in Bitcoin, ma non è più convinto da BTC. “Meglio l’oro, vi spiego perché…”

È il Ray Dalio di sempre: catastrofi, quantum, Bitcoin e banche centrali.
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Il leggendario investitore Ray Dalio ha ancora Bitcoin. Ammonta però soltanto all’1% del suo portafoglio e, in una lunga intervista con il podcast Diary of a CEO è tornato su tanti dei temi che hanno portato al suo allontanamento – se così vogliamo chiamarlo – da Bitcoin. Dalle banche centrali alla capacità dei governi di bloccarne l’utilizzo (sono opinioni sue e non nostre), Bitcoin avrebbe ancora tante mancanze rispetto all’oro, che Dalio non ha mai fatto mistero di preferire.

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Ray Dalio è, tra le altre cose, ancora convinto del fatto che potrebbero esserci delle evoluzioni tecnologiche in grado di minacciare il futuro di Bitcoin. Per chi non lo avesse ancora inteso… sì, si tratta della minaccia quantum.

In realtà sono vecchie opinioni

Quelle di ieri, giovedì 30 luglio, sono in realtà delle opinioni che Ray Dalio aveva già espresso in passato. Sono diverse e data l’importanza del personaggio che l’ha espresse meritano di essere analizzate, per quanto in breve.

L’intervento completo
  • Banche centrali? Niente Bitcoin

Le banche centrali non utilizzeranno mai, afferma Ray Dalio, Bitcoin come riserva. Questo per due ordini di motivi: il primo è che le transazioni di Bitcoin non sono private. Possono essere verificate da chiunque e dunque non permetterebbero alle banche centrali di operare con il sufficiente livello di privacy richiesto.

È tecnicamente vero, anche se si possono avere delle accortezze importanti per evitare che certe transazioni vengano associate a soggetti riconoscibili.

Secondo aspetto del problema Bitcoin per le banche centrali. Non opera su network che possono controllare. Anche questo è vero, per quanto sia poi in contrasto con quanto Dalio ritiene corretto sulla possibilità di Bitcoin di essere utilizzato anche contro la volontà dei governi, una possibilità che esclude completamente.

  • Bitcoin “contro” lo Stato e il governo

Ray Dalio ritiene che i governi abbiano, indirettamente, la possibilità di rendere Bitcoin fuorilegge. È una possibilità concreta, dato che nessuno può vietare a un parlamento di votare una legge in tal senso.

Ci sentiamo però di aggiungere, senza che nessuno se la prenda troppo se non siamo d’accordo con una leggenda della caratura di Ray Dalio, che Bitcoin continuerebbe comunque a funzionare. E che forse è tanto più necessario proprio dove i governi cercano di contrastarlo.

Il quantum, di nuovo

Ray Dalio torna anche in questo caso su una vicenda che ha già affrontato in passato. È quella che riguarda l’eventuale ricorso al quantum computing per bucare vecchi indirizzi di Bitcoin, o meglio per appropriarsi di certe transazioni.

È potenzialmente un problema, ma è vero al tempo stesso che si stanno facendo passi avanti e che la situazione può essere corretta, sistemata prima che si vada oltre il punto di non ritorno.

Pochi giorni fa Strategy, BlackRock, Fidelity e altre società hanno avviato un consorzio proprio per finanziare ricerca e sviluppo in tal senso. Non è l’unica iniziativa di questo tipo, a fronte di una minaccia lontana anni, nel peggiore dei casi, e più di un decennio nel migliore, ammesso che si concretizzi.

Niente di nuovo, per un Ray Dalio che sembra – a nostro avviso – stanco di parlare di Bitcoin e anche di… aggiornarsi sotto questo aspetto.

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