iShares di BlackRock applicherà un reverse stock split a $ETHA, uno dei due ETF su Ethereum che offre negli Stati Uniti. Per ogni tre azioni se ne riceverà una, in un’operazione che sarà completata il prossimo 5 ottobre. Lo scopo è quello di abbassare il costo del trading di questi titoli da 7 punti base a 2 punti base (0,07% contro 0,02%).
Si tratta della prima mossa di questo genere da parte degli ETF crypto quotati negli Stati Uniti. Una singola quota $ETHA scambia a 14$ e dopo il reverse stock split – se i prezzi rimarranno invariati – scambierà intorno ai 42$, somma comunque contenuta e che permetterà senza grosse difficoltà a chiunque di investire.
L’operazione già comunicata a SEC
iShares di BlackRock ha già inviato la comunicazione ufficiale a SEC con i conteggi che saranno conclusi il 5 ottobre e con il giorno successivo che sarà quello dell’assegnazione di 1 nuova azione per ogni 3 azioni possedute. Il reverse stock split è un’operazione classica del mondo azionario e degli ETF, che in genere però si utilizza quando il titolo ha – in termini di prezzo – difficoltà a rispettare i limiti minimi di prezzo imposti dalla borsa dove viene scambiato.
L’altra motivazione che spinge talvolta aziende e gestori a operare in questo senso è la possibilità di offrire trading a costi più bassi. Che è poi il motivo che avrebbe spinto BlackRock/iShares a operare in questo senso.
Con 5,48 miliardi di dollari di capitalizzazione, $ETHA di iShares è il titolo più importante del comparto ETF Ethereum negli Stati Uniti. iShares ne gestisce poi un altro, $ETHB, che offre invece lo staking incorporato e che ha una capitalizzazione però di 570 milioni di dollari.
Seguiranno la stessa strada anche altri gestori?
Ora sarà interessante vedere se altri gestori seguiranno la stessa strada. Gli ETF di BlackRock sono già i preferiti da parte degli investitori, dato il prestigio dell’emittente e la liquidità che può garantire. Dopo il reverse stock split potranno aggiungere alla lista di vantaggi anche un trading più economico, in grado di colmare anche la differenza di commissioni. Gli ETF di iShares sono infatti, in termini di fee, i più costosi, fatta eccezione per quelli storici di Grayscale.
La loro popolarità è alta anche tra gli investitori istituzionali. Intesa Sanpaolo li utilizza per i propri investimenti, così come fanno i principali fondi sovrani attivi nel comparto.
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