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mezzo miliardo investimento

Liquidato dagli squali di Wall Street, torna con mezzo miliardo di investimenti.

Leopold Aschenbrenner torna a investire. Ecco dove, come e perché.
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Il mondo ha passato l’ultima settimana a deridere Leopold Aschenbrenner di Situational Awareness. Dopo una performance mai vista prima nel mondo dei fondi, il giovane ha dovuto cedere le azioni quotate di cui il suo fondo era in possesso a Citadel, in quella che è stata l’ennesima riedizione de Lo Squalo, ambientato però a Wall Street. Mentre tutti ridevano però, Aschenbrenner ha gettato le basi per un nuovo investimento da centinaia di milioni di dollari. Tutto questo – nota di colore – durante la settimana che l’ha visto sposarsi.

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Situational Awareness avrebbe infatti investito, secondo quanto riporta The Wall Street Journal, mezzo miliardo di dollari in Source Foundry, società che si occupa di realizzare i macchinari necessari per produrre i chip più avanzati. Una sorta di ASML, ma in piccolo e in versione start-up, con una valutazione recente di 5 miliardi di dollari.

Ancora AI

Il tema principale degli investimenti di Aschenbrenner rimane quello AI. I chip, per quanto possano essere certamente utilizzati altrove, sono diventati uno dei mercati più caldi di questi ultimi mesi e anni proprio per l’enorme domanda che arriva dal settore dei data center destinati agli esosi calcoli dell’intelligenza artificiale.

Le notizie interessanti sono comunque tre: ci sono start-up con una quotazione già interessante che puntano a rompere quello che è una sorta di monopolio della olandese ASML. La seconda è che Situational Awareness, nonostante il full Kelly (un’espressione che a Wall Street vuol dire investire senza alcun riguardo per i rischi), è ancora in piedi.

La terza è che c’è ancora da parte di Aschenbrenner la capacità di raccogliere capitali e impiegarli. E di impiegarli seguendo il mantra che lo aveva reso il più brillante dei gestori di fondi di tutto il mondo.

E se volessi investire anche io in Source Foundry?

Non si può, almeno se si è comuni mortali. Source Foundry infatti non è una società quotata in borsa, ma è ancora private, ovvero una società non quotata che accetta investimenti soltanto in round per pochi eletti.

Vedremo se Aschenbrenner potrà prosperare in un mondo, quello degli investimenti privati, meno liquido ma comunque meno attaccabile da chi ha organizzato sortite come quella di giugno, che l’hanno portato quasi sul lastrico.

Ad ogni modo, il trend AI è vivo e lotta insieme a noi. O comunque lotta ancora con Aschenbrenner e la sua Situational Awareness, per quanto ci sia chi parla di mercato in mano agli idioti.

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