Prima settimana di agosto per il prezzo di Bitcoin che si sta confermando positiva, in un mese che sappiamo essere storicamente molto negativo sulla carta. Attualmente BTC quota 65.000 USDT e su base settimanale segna un rialzo del +2,20% con agosto a +3,30%. Da inizio 2026 il prezzo resta in negativo di un -25,85%, in compagnia della maggioranza dei token della Top 20.
Bitcoin rimbalza ma resta chiuso in un range stretto
Sul grafico weekly di Bitcoin abbiamo la panoramica del ribasso da inizio 2026, dove si colgono una serie di movimenti. Un primo minimo a febbraio, con relativa fase di rimbalzo, ha portato il prezzo nella zona della prima vera resistenza di lungo periodo, in area 83.500 USDT a inizio maggio. Da lì il prezzo ha ripreso il ribasso, con una serie di minimi decrescenti fino all’ultimo di fine giugno a 57.803 USDT.

Dal minimo annuale è iniziata una fase di rimbalzo, in atto sostanzialmente da sei settimane. Sul grafico abbiamo evidenziato come Bitcoin si stia muovendo all’interno di un box range con corpi di candela di circa il 3% se escludiamo le shadow, che comunque non sono state particolarmente profonde. Il tutto rimanendo sotto la prima resistenza di breve termine in area 67.400 USDT, toccata all’incirca tre settimane fa e da dove poi il prezzo ha ritracciato.
Bitcoin comprime la volatilità di breve
Questa fase di lateralità di Bitcoin è confermata dalla volatilità realizzata (Realized Volatility). L’indicatore misura quanto il prezzo ha oscillato davvero in un dato periodo. Nella parte inferiore del grafico daily la finestra a 30 giorni segna 28 (linea rossa), contro il 35 delle finestre a 90 e 120 giorni.

Con la misura di breve a 30 giorni, sotto quelle di medio, il prezzo di BTC nel recente appare più calmo della propria media.
La volatilità di fondo è ai minimi dal 2014
Il quadro non riguarda soltanto le ultime settimane, ma anche l’intera storia di Bitcoin. Sul grafico weekly la volatilità realizzata a un anno segna 38, il minimo dal 2014.

Nei cicli passati la stessa misura viaggiava sopra 80, con punte fino a 150 nel 2014. Il lento appiattimento riflette la naturale crescita dell’asset in dimensione, liquidità e capitali istituzionali.
Una compressione doppia, sul breve e sul lungo
Le due letture puntano nella stessa direzione e si rafforzano a vicenda. Bitcoin appare compresso nel breve, dentro un trend di compressione che dura da anni sul fondo. Questo doppio livello di quiete rende il momento raro nella storia recente dell’asset. La finestra corta può però riespandersi in fretta al primo catalizzatore, mentre quella lunga cambia con altra lentezza.
Anche la volatilità attesa resta compressa
La stessa calma emerge anche dalle attese del mercato, non solo dai movimenti già avvenuti. La volatilità attesa nei prossimi 30 giorni si legge attraverso l’Implied Volatility Index (BVIV), l’equivalente crypto del noto VIX. Il suo valore nasce dai prezzi delle opzioni call e put su Bitcoin, cioè da quanto gli operatori pagano per coprirsi.

L’indice oggi segna 36,32 ed è in calo del -2,10%, verso i minimi del 2026. Resta appena otto punti sopra la realizzata a 30 giorni, uno scarto fisiologico da mercato tranquillo. Il divario dello scorso febbraio, con l’indice fino a 88, appartiene a un’altra fase. Oggi il mercato delle opzioni su Bitcoin non solo constata la quiete recente di queste settimane, ma scommette che prosegua, in un mese storicamente non positivo per Bitcoin.
Cosa aspettarsi dalla compressione
Ricordiamoci che la compressione della volatilità è una fase, non uno stato definitivo, perché storicamente alterna quiete ed espansione. L’espansione molto spesso porta poi a movimenti violenti e direzionali. L’unico dato che la volatilità non offre è però proprio quello della direzione.
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