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ETH BTC volatilità compressa

Bitcoin ed Ethereum sono calmi, ma la volatilità ai minimi potrebbe non durare a lungo

Bitcoin ed Ethereum hanno volatilità ai minimi .La compressione potrebbe precedere a una nuova espansione ma senza indicare la direzione futura
ETH BTC volatilità compressa

Bitcoin ed Ethereum sono entrati in una fase di bassa volatilità che sta tenendo fermo il mercato crypto. Un dato ci dice che gli operatori si aspettano ancora la prosecuzione di questa fase anche nelle prossime settimane. L’oscillazione reale del prezzo che BTC e ETH producono, misurata giorno per giorno, si sta riducendo.

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Le due volatilità di Bitcoin ed Ethereum, attesa e reale

Per capire quanto è ferma questa fase serve osservare due misure: la volatilità attesa e quella reale. La prima si chiama volatilità implicita (Implied Volatility) e indica quanto movimento il mercato mette in conto per le prossime settimane. Si ricava in tempo reale dai prezzi delle opzioni, i contratti che danno il diritto di comprare o vendere l’asset a un prezzo prefissato. Per Bitcoin ed Ethereum questa misura si legge attraverso gli indici BVIV ed EVIV tracciati da Volmex. Sono gli equivalenti crypto del VIX, il celebre indice della “paura” di Wall Street riferito all’S&P 500.

La seconda misura è la volatilità realizzata (Realized Volatility) e indica quanto i prezzi si sono mossi davvero, calcolata sulle oscillazioni dei giorni scorsi. La prima guarda avanti alle attese, la seconda guarda indietro al movimento già avvenuto.

Bitcoin, attesa e movimento reale ai minimi

Bitcoin Implied Volatility - weekly 16 agosto 2026
Bitcoin Implied Volatility – weekly 16 agosto 2026

Su Bitcoin la compressione appare netta su entrambe le misure di volatilità. La volatilità implicita, cioè l’attesa, sul grafico weekly del BVIV quota 36,68 e giace sul pavimento degli ultimi anni. È un livello che negli anni recenti il mercato ha rivisto molto di rado, e che oggi torna a toccare.

La Realized Volatility mostra lo stesso scenario, con tre linee lette a 33, 34 e 22 secondo la finestra di calcolo. La linea blu misura gli ultimi 120 giorni ed è a 33, quella viola gli ultimi 90 giorni ed è a 34.

Bitcoin realized volatility - daily 16 agosto 2026
Bitcoin realized volatility – daily 16 agosto 2026

La linea rossa misura invece gli ultimi 30 giorni, la finestra più breve e reattiva, ed è la più bassa a quota 22. Proprio quel breve periodo sta scivolando sul minimo, dopo l’ultimo scatto oltre 80 di inizio febbraio.

Ethereum, stessa compressione un gradino più in alto

Ethereum Implied Volatility - weekly 16 agosto 2026
Ethereum Implied Volatility – weekly 16 agosto 2026

Su Ethereum il quadro è identico, ma si colloca un gradino più in alto su ogni misura. La volatilità implicita sul grafico weekly dell’EVIV quota 48,89 e viaggia sui minimi del 2026, pur restando sopra i minimi assoluti del 2023.

La volatilità realizzata segna 45, 48 e 30, valori tutti più alti delle letture corrispondenti di Bitcoin. La linea blu a 120 giorni è a 45, la viola a 90 giorni è a 48, la rossa a 30 giorni scende a 30. La ragione è strutturale, perché Ethereum storicamente si muove di più e la sua volatilità resta stabilmente sopra quella di Bitcoin. Anche qui la finestra breve dei 30 giorni continua a scendere, dopo lo scatto oltre 100 toccato a inizio febbraio.

Ethereum realized volatility - daily 16 agosto 2026
Ethereum realized volatility – daily 16 agosto 2026

Cosa dice una volatilità così bassa

Le due volatilità sono compresse in parallelo su Bitcoin ed Ethereum. La volatilità attesa resta sempre un po’ sopra quella realizzata di breve. È normale, dato che il prezzo delle opzioni incorpora sempre un premio per il rischio futuro. La volatilità però tende a tornare verso la propria media, una proprietà che i tecnici chiamano mean-reverting. Le compressioni così spinte storicamente non durano a lungo, e in passato hanno spesso preceduto una nuova espansione. La compressione non dà mai il segnale sulla direzione e non dice quando. Dice solo che oggi coprirsi o comprare movimento costa poco.

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