È tempo di conti, dato che sono arrivati i filing trimestrali di tutti i principali fondi di investimento degli Stati Uniti o che investono in titoli USA. Ed è tempo di conti per capire come si stanno muovendo i big che in genere si muovono prima del mercato, ovvero i cosiddetti smart money. Non hanno sempre ragione, ma è comunque interessante valutarne i movimenti, soprattutto in una fase di mercati assai incerta, che arriva da una grande corsa di tutto il settore AI e che comincia ad avere qualche dubbio.
C’è grande incertezza – e la situazione è pertanto eccellente, avrebbe detto qualcuno. Ci sono però anche le prime indicazioni chiare. Tra le azioni che si sono trasformate nell’investimento value del mondo AI ai chip che rimangono una sorta di scommessa affascinante.
1. Google è l’azione “value” del mondo AI
Ad aprire il filone è stato Warren Buffett, o meglio, la sua Berkshire Hathaway con il suo investimento da 17 miliardi. Lo ha fatto su Google, con almeno 10 miliardi che sono stati forniti proprio nell’ottica di una possibile espansione del segmento AI del gruppo di Mountain View.
La storia ci insegna che i movimenti di Berkshire Hathaway non sono sempre corretti. Tuttavia, è bene comunque ragionare su quanto fanno Buffett ed eredi (in azienda).
2. Semiconduttori: piacciono ancora
Giugno è stato una sorta di redde rationem per il settore chip. Nonostante però qualche presa di profitto, i mega-fondi hanno aumentato poi l’esposizione verso società che sono del giro dei chip.
È forse la più chiara delle scommesse long di quei fondi che in genere (e sottolineiamo in genere) si muovono prima e meglio degli altri.
3. Rotazione fuori dai trade più affollati
Il tema AI è pressoché in pareggio tra chiusura di posizioni e apertura di posizioni da parte dei principali fondi. Tiger Global ha ad esempio ridotto certe esposizioni in modo importante (Microsoft, Nvidia, Alphabet), ma ha al contempo puntato forte su Intel e Cerebras.
4. C’è chi tira dritto
È il caso di Cathie Wood, che continua a puntare su SpaceX, su Cerebras, sul settore biomedico e crypto (Circle e Coinbase principalmente). Cathie Wood però, con Ark, sarà ricordata come investitrice di posizioni assai ostinate, anche quando i mercati le indicavano altro. Sono puntate ad alto rischio e a possibile alto ritorno.
Fare il salmone che va controcorrente non sempre paga.
5. Ostinazione anche bearish
Michael Burry non ha più report 13F da inviare, dato che ha chiuso la sua Scion Capital. Tuttavia ha continuato con una certa ostinazione a aumentare opzioni short su società come Palantir e compagnia.
Anche qui, come nel caso di Cathie Wood, siamo in realtà di fronte a ostinazioni che raramente si vedono da parte di quei fondi che hanno, come regola principale, quella di non perdere mai soldi. Prima o poi Burry avrà ragione – perché i mercati correggono sempre. Non sappiamo però se avrà ragione… in tempo utile.
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