È ancora estate, c’è chi si gode gli ultimi cocktail in spiaggia, ma in America è come se si votasse domani. Il 3 novembre si terranno le elezioni midterm, che rinnoveranno in parte il Congresso, e che sono già in piena campagna elettorale. Direttamente e indirettamente, l’avvicinarsi delle elezioni sta già avendo degli impatti su Bitcoin e crypto. E ne avrà ancora di più una volta che il risultato sarà assodato.
In ballo ci sono diverse questioni: politica monetaria, interventi del Tesoro USA, ma anche il passaggio promesso del Clarity Act, con un curioso punto di vista da parte di uno dei più importanti player del settore crypto negli USA.
Tassi, bond, interventi: quando si vota…
In tanti ricorderanno il repentino taglio da 50 punti base di Jerome Powell poco prima delle elezioni presidenziali. Chi non apprezza(va) particolarmente l’operato del presidente di Federal Reserve ci ha visto un intervento di carattere politico: tentare di migliorare le condizioni economiche prima del voto, e poi gli altri nel caso si faranno carico delle conseguenze negative dell’intervento.
Lo stesso potrebbe configurarsi con l’arrivo di queste elezioni: il Tesoro ha annunciato un intervento sui bond con scadenza a 10-30 anni, che partirà a inizio settembre e terminerà a inizio novembre. Certo, non è un programma elettorale, ma la coincidenza di date è invero curiosa.
Federal Reserve: dovish signal prima delle elezioni?
Oggi ci saranno i verbali del FOMC e avranno un taglio hawkish, perché non costa nulla farsi vedere tutti d’un pezzo salvo poi fare il contrario. Prima delle elezioni è assai difficile che ci sia un colpo di coda hawkish.
E c’è qualcuno che inizia a pensare che addirittura potrebbero arrivare dei segnali distensivi. Ovvero l’indicazione che, nel caso, Fed sarebbe disposta quantomeno a dimenticarsi per un po’ eventuali interventi sui tassi al rialzo.
Clarity Act: poche possibilità, perché…
Sul tema Clarity Act è intervenuto poche ore fa il Solana Policy Institute, che si occupa a Washington di fare lobby per l’ecosistema e anche per l’intero mondo crypto. Per l’istituto le possibilità che il Clarity Act venga approvato prima delle elezioni sono al 10%.
Questo fa il paio con quanto affermato ieri da Mike Belshe di BitGo, che ha affermato che crede che dietro il tira e molla ci sia il tentativo, da parte dei politici USA, di estrarre più denaro possibile dai finanziatori del mondo crypto.
Una sorta di finanziate queste elezioni e vi promettiamo il passaggio il prima possibile. Se questi sono davvero i termini, se ne riparlerà ad anno nuovo. Bearish per il mondo crypto? Ormai i mercati hanno scontato un Clarity Act che, come Godot, arriverà… domani.
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