Tra i token peggiori del 2026 ha conquistato i primi posti Ripple (XRP) con un calo annuo del -46%. Nei giorni scorsi XRP ha rotto al ribasso la soglia di un dollaro per la prima volta da novembre 2024, con un minimo annuale registrato la settimana scorsa a 0,98524$. La caduta lo porta a circa il -72% sotto il massimo storico di 3,665$ toccato a luglio 2025.
Ripple in caduta libera nel 2026
La caduta del prezzo di XRP nasce prima di tutto dal contesto generale, perché il token scende in un mercato dove lo stesso Bitcoin fatica a tenere i propri supporti. Al valore attuale BTC registra un calo del -49,50% dal suo ATH di ottobre 2025. In questo scenario pesa poi il continuo rinvio al Senato americano del CLARITY Act, la legge che darebbe regole chiare al settore cripto. Il testo ha passato la commissione bancaria a maggio, ma resta bloccato prima del voto in aula. Un passaggio che molti trader attendono come catalizzatore per tutto il settore, non solo per Ripple.
L’attacco al bridge di Coreum e la fuga degli ETF
Il 9 agosto un difetto nel bridge di Coreum verso l’XRP Ledger ha permesso di sottrarre quasi 200.000 XRP in 97 minuti. Il bridge è il software che collega due blockchain per spostare i token da una all’altra. Nei fatti, il registro di Ripple non è stato compromesso. Tuttavia sono sempre news e episodi che non giovano a un token.

Al contempo, negli ultimi mesi, la domanda istituzionale si è prosciugata, con gli ETF su XRP fermi a 993 milioni di dollari di masse gestite (Total AUM). Nella settimana dal 10 al 14 agosto il saldo netto è di appena 2 milioni di XRP, pari a circa 2 milioni di dollari. La raccolta positiva la mette a segno la sola Bitwise, mentre gli altri sei emittenti non raccolgono nulla come si osserva dall’immagine allegata.
Ripple rompe il supporto chiave e scivola sotto 1 USDT
Dopo la disamina delle cause macro che stanno appesantendo il prezzo di XRP, passiamo ad analizzare il suo andamento sul grafico weekly. Qui riportiamo la panoramica dal massimo di luglio dell’anno scorso a 3,665$, da dove è poi iniziata la fase di ribasso tuttora in atto. È ben evidente la serie di massimi e minimi decrescenti che sta caratterizzando l’andamento di Ripple.

Nel 2026 c’è stato un primo minimo rilevante a febbraio a 1,1184$, seguito da una fase di rimbalzo e soprattutto di lateralità durata fino a giugno. A inizio mese c’è stato il breakdown che ha avviato nuovamente il calo. Ripple a giugno e luglio aveva fatto base sull’area di supporto degli 1,010$, che è stata rotta adesso al ribasso, con il prezzo che oggi ha registrato un minimo a 0,9852$.
Ripple resta sotto un dollaro
Focalizzandoci sul breve periodo, sul grafico daily abbiamo la panoramica dell’ultima gamba ribassista, iniziata a metà luglio, dove si osserva come XRP sia sceso sotto l’area di un dollaro. Allo stato attuale il prezzo è ancora sopra la banda di Bollinger inferiore, e questo indica che non è in una situazione di estremo ipervenduto.

L’ipervenduto non è ancora estremo
Lo conferma anche l’indicatore RSI, nella parte inferiore del grafico, che resta in una zona di neutralità, sopra l’area di ipervenduto. Il rischio per Ripple, pertanto, è ancora uno spazio di discesa.
Sul lato delle resistenze, se Ripple ripartisse da questa zona, ha un primo livello che passa in area 1,054$ e poi la resistenza principale successiva a 1,075$, dove interseca anche la SMA 50 daily.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

