Gli anziani ce lo ricordavano spesso quando eravamo bambini: chi nasce asino, difficilmente morirà cavallo. E questo vale anche per i trader coreani, che nonostante si siano scottati (e molto) con gli investimenti a leva sull’azionario nazionale… hanno ripreso a esporsi con prodotti molto rischiosi. E hanno ripreso a farlo nonostante il governo coreano abbia di fatto proibito l’accesso a ETF a leva e altri strumenti di questo tipo.
La nuova moda sono le ELS (acronimo che sta per Equity-Linked Security), che all’apparenza sembrerebbero dei bond con opzioni incorporate e che invece incorporano dei meccanismi diabolici che li rendono molto rischiosi (e potenzialmente assai redditizi.
Cosa sono le ELS?
Sono dei prodotti finanziari complessi, in genere esposti su due o più azioni. Quelli che stanno diventando molto diffusi in Corea sono poi ancora più complessi, perché includono un meccanismo autocallable worst-of con barriera knock-in.
(Non hai capito nulla di quanto scritto sopra? Porta pazienza per qualche riga).
Come funzionano questi prodotti? Immaginiamone uno su Samsung e SK Hynix. Quello che sta facendo chi compra il titolo in questione (l’ELS, per intenderci) è vendere alla banca che lo ha emesso una sorta di assicurazione contro il crollo di uno dei due titoli o entrambi.
Worst-of: si prende come riferimento per il titolo la performance peggiore tra i due titoli citati. Ad esempio, se Samsung fa +10% e SK Hynix -5%, si terrà conto del -5%.
Autocall: tali prodotti hanno una chiamata di chiusura periodica su certe percentuali. Possono avere ad esempio a 6 mesi 90%, a 12 mesi 85%… e così via. Se il peggiore dei due titoli sarà sopra quella percentuale rispetto al prezzo iniziale, il prodotto viene chiuso e chi lo ha comprato incassa il capitale investito e anche la cedola. Se invece uno dei due titoli è sotto quella percentuale fissata dalle regole di autocall, il prodotto continua a funzionare. Le strutture possono cambiare sensibilmente.
Cosa succede se una delle due azioni è sotto? Accade che il prodotto continua a funzionare e chi ha investito non riceve nulla, fino al prossimo giro, ovvero fino a quando non ci sarà uno dei due titoli sotto le percentuali per l’autocall.
Knock-in: tali titoli incorporano anche una percentuale sotto la quale il prodotto viene chiuso, in genere con ingenti perdite da parte dell’investitore. La chiusura non è obbligatoria, ma dipende dal tipo di prodotto.
Perché ora i coreani investono in questo tipo di prodotto?
Perché in determinate condizioni di mercato si possono ottenere rendimenti molto elevati, in forma di cedola. Questo però a patto che tutto vada bene, con uno spazio per questo tipo di esito che dipende, per dimensioni, da come è strutturato il prodotto.
In realtà si tratta di un investimento che prevede una sorta di vendita di opzioni a costi potenzialmente elevati, ma con rischi enormi. Tutto questo… da parte di investitori che a rigor di logica dovrebbero avere una capacità maggiore di prezzare certi rischi rispetto alle banche. Fantascienza, dirà qualcuno e probabilmente vedrà il tempo dargli ragione.
Il segnale però è anche un altro: nonostante le proibizioni degli investimenti con esposizione a leva introdotti in Corea del Sud, quel pubblico continua a voler investire in modo… molto rischioso.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

