Per qualcuno sembrerà di sentire Fantozzi che racconta di essere stato azzurro di sci. Per altri invece è una possibilità concreta, uno di quei colpi di scena che soltanto il mondo della finanza è in grado di costruire. Gli underwriter e le banche che si starebbero occupando della IPO di Anthropic prevedono una raccolta superiore ai 100 miliardi di dollari, il che vorrebbe dire per l’azienda un controvalore/capitalizzazione di 2.000 miliardi di dollari.
Numeri che hanno senso? Si tratterebbe del doppio della valutazione del gruppo soltanto in giugno, durante il suo ultimo funding round. Per intenderci, Anthropic entrerebbe nel super Olimpo del mercato azionario, sopra quota 2.000.000.000.000 – capitalizzazione raggiunta fino a oggi soltanto da Microsoft, Nvidia e Apple.
Numeri in libertà?
In realtà sappiamo relativamente poco dei conti di Anthropic, se non appunto quanto trapela dalle indiscrezioni di certi giornali. E siamo pur sempre in un settore, quello delle LLM, con un futuro denso di incertezze, con fossati/moat relativamente leggeri e difficili da prezzare.
Secondo le ultime indiscrezioni trapelate dai giornali USA però – diverse banche che stanno seguendo le operazioni per la quotazione in borsa punterebbero proprio a quota 100 miliardi per le azioni che verrebbero immesse sul mercato – e dunque a una capitalizzazione leggermente superiore ai 2.000 miliardi.
AFP avrebbe chiesto commenti a Anthropic, che glieli ha rifiutati. Ci sarà forse da mettersi con carta e matita una volta che i dati finanziari saranno pubblicati – procedura necessaria appunto prima della quotazione in borsa.
Altre questioni
Le IPO hanno bisogno di HYPE – e non nel senso della criptovaluta di Hyperliquid. Hanno bisogno di un entusiasmo enorme che spinga soprattutto i retail a investire a qualunque cifra, nella quasi-certezza di portarsi a casa un gioiello che sarà di valore inestimabile. Questi meccanismi possono rendere leggermente esagerate le indiscrezioni che vengono fatte trapelare alla stampa – cosa che abbiamo già visto con SpaceX, partita dritta sopra i 200$ e poi scambiata a poco più della metà del prezzo.
Occhio dunque a prendere per buone certe anticipazioni: spesso sono a orologeria, con tutti i partecipanti alla catena alimentare delle IPO – esclusi i retail – che vogliono sempre più, ci si passi la metafora volgare – vacche da mungere.
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