Il mercato obbligazionario attraversa una fase complicata, riconosciuta anche dal Tesoro americano, che interverrà con nuovi acquisti sulle scadenze più lunghe. Nel frattempo un canale alternativo di domanda cresce a ritmi che nessun altro compratore del debito pubblico conosce oggi. I Titoli di Stato USA in versione tokenizzata, cioè rappresentati come token su blockchain, si avvicinano intanto alla soglia simbolica dei 40 miliardi di dollari.
I Treasury tokenizzati corrono verso i 40 miliardi
La tokenizzazione dei Titoli di Stato consiste nel rappresentare un’obbligazione reale con un token che circola su blockchain. Secondo la dashboard di rwa.xyz, il valore distribuito del settore RWA, ammonta a 38,07 miliardi di dollari. Il dato include obbligazioni pubbliche, credito privato, materie prime e azioni, tutti portati sulla blockchain sotto forma di token.

La crescita è del +1,28% negli ultimi 30 giorni e la soglia dei 40 miliardi resta a portata di mano. Il dato più forte però riguarda i detentori, saliti a 2.284.550 indirizzi con un balzo del +72,54% in un solo mese. Il capitale sta crescendo più lentamente, mentre le persone che entrano crescono a un ritmo mai visto prima.
I Treasury dominano e l’Europa resta a guardare
I Titoli di Stato USA tokenizzati valgono da soli 16,19 miliardi di dollari, oltre il 42% dell’intero comparto. Tutto il resto del debito pubblico mondiale portato on-chain si ferma invece ad appena 1,25 miliardi di dollari. Il debito governativo non americano perde il -8,90% in 30 giorni e il -17,73% su base annua.

La sfiducia che in questa fase pesa sull’OAT francese, sul BTP e Bund, si riflette quindi anche sulla blockchain. Ne abbiamo parlato oggi nell’articolo dedicato al riacquisto dei Treasury da parte del Tesoro USA. Da questa fotografia emerge che il capitale on-chain compra debito americano a breve scadenza e ignora completamente i governativi europei. Qualche colpa a Bruxelles con il regolamento MiCA c’è tutta.
Chi emette i token e su quali reti girano
Il vertice del mercato dei Treasury tokenizzati appare oggi affollato come non mai in precedenza. Circle guida con 3 miliardi di dollari e una quota del 18,44%, tallonata da Securitize al 18,29%.

Seguono Ondo con 2,6 miliardi di dollari e Franklin Templeton con 2,5 miliardi; quattro operatori controllano quasi il 70% del mercato. Securitize, che emette il fondo BUIDL di BlackRock, cresce del +8,70% in 30 giorni e prepara il sorpasso. Superstate fa ancora meglio con un +9,80%, mentre Circle avanza appena del +0,67% e perde quota.
Sul fronte delle reti, la torta nel grafico sopra, mostra al primo posto Ethereum, che ospita 7,2 miliardi di dollari. BNB Chain sorprende al secondo posto con 4,8 miliardi. Solana e Stellar chiudono il quadro delle reti principali con 1,2 miliardi di dollari ciascuna.
Un rendimento da fondo monetario, ma on-chain
Il motore di questa domanda è il rendimento, che oggi si attesta al 3,45% medio annuo. Il riferimento è il SOFR al 3,63%, cioè il tasso a un giorno con cui le banche americane si prestano denaro. Lo scarto tra i due valori rappresenta il costo del prodotto, ovvero le commissioni della struttura che emette il token. Questi strumenti tokenizzati rendono quanto un fondo monetario, ma vivono on-chain e si muovono in pochi secondi. Possono inoltre essere usati come garanzia nei protocolli DeFi, un vantaggio che i fondi tradizionali non offrono. Attenzione però a non confonderli con le crypto, perché non quotano 24 ore al giorno e sette giorni su sette. Il valore del fondo si aggiorna solo nei giorni lavorativi e i rimborsi seguono gli orari dei mercati tradizionali.
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