L’evoluzione dei modelli LLM/AI sta causando enormi problemi in termini di sicurezza e gli hacker stanno bersagliando il comparto che più facilmente permette loro di incassare, ovvero quello delle criptovalute e in particolare dei protocolli minori, meno solidi sotto il profilo della sicurezza. Secondo quanto riportato da TRM Labs, i casi di hack con ricorso all’AI ai danni del mondo crypto sono aumentati del 40% nell’ultimo anno.
Il report completo – dedicato all’applicazione dell’AI nel mondo del crimine informatico – indica un livello di utilizzo dell’AI salito al 54 su 100, mentre nel 2024 era “soltanto” a 28 su 100 secondo l’indicatore raccolto da TRM Labs.
Non ci sono nuovi crimini, ma meno barriere
Il risultato finale non è cambiato: i criminali informatici esistono da sempre e continueranno ad esistere, scrive TRM Labs. La differenza è che ora incontrano meno barriere e maggiore facilità nel bucare protocolli che non sono esattamente al passo con a sicurezza.
Gli hack dei protocolli crypto e DeFi sono inoltre in aumento anche nel 2026. Per la prima parte del 2026 c’è stato un incremento di oltre il 100% rispetto all’anno precedente. 201 casi, dei quali però pochi con numeri che possiamo considerare come rilevanti.
Secondo le statistiche raccolte da TRM Labs infatti, abbiamo avuto il 75% delle perdite che sono dipese da solo il 4% dei casi, segnale del fatto che molti degli hack colpiscono in realtà protocolli che hanno davvero poche sostanze da farsi rubare.
È un problema? C’è stato un appello…
Ricordiamo ai nostri lettori che il 12 agosto è stato diffuso un appello da parte delle principali società del mondo crypto affinché sia garantito loro accesso ai più importanti ed evoluti modelli LLM a scopo di difendersi da eventuali attacchi futuri.
L’appello era stato firmato da Coinbase, Strategy, ARK Invest, Anchorage, BitGo, Block ed Exodus, nonché da Brink e Chaincode.
I big del mondo crypto, per intenderci, vorrebbero un trattamento simile a quello riservato al top delle società finanziarie mondiali: accesso a modelli evoluti, così da controllare codice e funzioni prima che lo facciano gli hacker.
Si tratta comunque dell’eterno gioco tra guardie e ladri: nuovi strumenti rendono più forti i secondi ma possono rendere più forti anche le prime. Il consiglio, in questa fase, è comunque quello di evitare avventure in protocolli sconosciuti e avere una maggiore attenzione alle autorizzazioni che si concedono a certi protocolli e interfacce.
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