Il debasement trade – il posizionamento contro l’eventuale svalutazione monetaria alla massima velocità – sta prendendo piede. Bitcoin e oro hanno guadagnato in modo sostanziale dopo l’ultimo annuncio di intervento del Tesoro USA sui bond al lungo termine. È un trade così caldo che – con un tempismo invidiabile – anche la borsa di Hong Kong avrà il suo primo ETF misto tra oro e la sua… versione digitale. Lo lancia MicroBit, che offrirà due versioni dello stesso ETF, uno prezzato in HKD, uno prezzato in USD. Non ti serve un ETF per investire in oro e Bitcoin.
Da un lato dunque l’oro. Dall’altro Bitcoin – con un singolo ETF che permetterà agli investitori di essere esposti verso gli asset del momento con un solo titolo.
Non è il primo
Si tratta di un ETF ripartito al 50% in oro e al 50% in Bitcoin, con almeno il 70% delle detenzioni del fondo che saranno orientate, in qualunque momento, verso questi asset. Non si tratta in realtà del primo ETF di questo tipo su scala globale. 21Shares e Bitwise li offrono già in Europa, da tempo e probabilmente ne vedremo nascere anche in altre giurisdizioni.
Il meccanismo, almeno in termini di narrativa, è semplice. Il debasement trade è tornato a essere uno dei temi più discussi da parte degli analisti e degli investitori: con la situazione debitoria delle principali economie che sembra ormai compromessa (e senza alcuna intenzione di controllare il deficit), offrire un prodotto misto che investa nei due asset “più capaci di resistere” alle ondate inflative diventa assai facile.
La tesi è certamente popolare sui social e tra gli analisti, ma lo è molto meno in termini di numeri. Anche se questa volta la reazione dei mercati si è allineata alle aspettative, non sempre è questo il caso.
Gold bugs e bitcoiner insieme
C’è poi un altro aspetto interessante: l’insieme degli appassionati di investimenti in oro è almeno in parte sovrapposto. Le motivazioni che portano molti – talvolta tra i più estremi – investitori in oro a scegliere questo asset coincidono con quelle di tanti bitcoiner.
Entrambi gli asset sono visti come scudo dalla debacle monetaria, dall’inevitabile svalutazione monetaria, che ora si fa molto più attrattiva proprio per fronteggiare dei debiti pubblici fuori controllo.
Per ora questa tipologia di ETF non ha avuto grande successo: gli investitori hanno sempre preferito scegliere per conto proprio il rapporto di questi due asset all’interno del proprio portafoglio. Chissà se il mercato di Hong Kong non sarà più ricettivo di quanto lo sia stato quello europeo.
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