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Hyperliquid Washington regolamentazione USA Lazarus

Lazarus muove 30 milioni su Hyperliquid e vende Bitcoin: problemi in vista per lo sbarco del DEX negli USA?

Lazarus è un cliente scomodo, soprattutto se ti chiami Hyperliquid e se hai in ballo una possibile regolamentazione dei tuoi prodotti negli Stati Uniti. Ecco cos'è successo.
Hyperliquid Washington regolamentazione USA Lazarus

Secondo quanto riportato da Emmett Gallic, un ricercatore presso Arkham Intelligence, il gruppo hacker Lazarus avrebbe utilizzato la piattaforma di Hyperliquid per movimentare e negoziare più di 30 milioni di dollari in crypto. La notizia riguarda delle operazioni eseguite negli ultimi giorni e prende in esame alcuni indirizzi che in passato erano stati etichettati da ZachXBT come di proprietà dell’organizzazione criminale nordcoreana.

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Non stupisce il volume trasferito sul DEX, né tantomeno il fatto che Lazarus sia impegnato a spostare fondi in crypto: appena un mese fa gli analisti avevano segnalato la presenza di strani movimenti in Bitcoin da parte del team nordcoreano, che farebbero parte di un’ampia strategia per riciclare denaro proveniente da furti e hack.

Quello che ci interessa maggiormente è vedere come Hyperliquid gestirà la scomoda presenza del gruppo cybercriminale (sanzionato dall’OFAC) che, ora più che mai, potrebbe ostacolare l’ingresso del protocollo all’interno del mercato USA con i suoi prodotti perps. Infatti, nonostante il presunto appoggio della CFTC – come affermato di recente da Trump – certe questioni potrebbero non piacere ai regolatori.

Lazarus utilizza l’infrastruttura di Hyperliquid per trasferire 30 milioni in crypto

Gli indirizzi connessi a Lazarus sarebbero passati per Hyperliquid nel corso dell’ultimo mese circa, con l’ultima transazione eseguita – almeno per ora – nella giornata di ieri. Secondo quanto riportato, il gruppo finanziato dal governo della Corea del Nord ha trasferito sul DEX un totale di 30 milioni di dollari in Bitcoin, sfruttando il bridge Hyperunit.

Quei fondi erano stati segnalati da ZachXBT nel maggio 2024 come legati a oltre 25 hack attribuiti a Lazarus, tutti avvenuti nel periodo 2020-2023, per un valore complessivo di oltre 61 milioni di dollari. Non sappiamo di preciso a quali attacchi corrispondano, ma – giudicando dall’orizzonte temporale – potrebbero trattarsi di fondi rubati a progetti come Ronin Network, Harmony Bridge, Atomic Wallet, Alphapo, CoinEx, CoinsPaid o Stake.com.

Lazarus trasferisce 30 milioni in Bitcoin su Hyperliquid

Il gruppo hacker vende Bitcoin e preleva i fondi

Il gruppo Lazarus, anche noto come gruppo APT38 (Advanced Persistent Threat), non aveva come obiettivo quello di vendere semplicemente Bitcoin per stablecoin. Il fine ultimo delle loro transazioni su Hyperliquid – come dimostrato dai fatti – era quello di uscire con asset differenti su diverse altre chain.

Infatti, i $BTC depositati sono stati poi convertiti in $ETH e $SOL, e successivamente prelevati sulle blockchain di Tron, Solana ed Ethereum con molteplici trasferimenti a exchange come KuCoin, LBank, Kraken e altri servizi basati su Tron. In pratica, Lazarus ha sfruttato Hyperliquid come infrastruttura di swap e di trasferimento cross-chain, approfittando del basso spread per scambiare un controvalore di 30 milioni e dell’assenza di un meccanismo KYC che ne bloccasse l’operatività.

Il debutto di Hyperliquid nel mercato USA è ora a rischio per colpa di Lazarus?

Molti esperti hanno sottolineato come questa ondata di operazioni eseguite da Lazarus su Hyperliquid potrebbe complicare il processo di regolamentazione della piattaforma negli Stati Uniti e il debutto dei contratti perps nel suolo americano. Il gruppo hacker è stato infatti sanzionato in più occasioni dall’OFAC, e tecnicamente le infrastrutture finanziarie che operano negli USA (o che aspirano a farlo) non dovrebbero accettare fondi provenienti da soggetti sanzionati per motivi di compliance.

Inoltre, la notizia arriva a ridosso delle voci di corridoio di un presunto accordo con Kraken, secondo cui la piattaforma decentralizzata sarebbe in trattative per uno sbarco regolamentato negli USA, mentre si attende il via libera dei regolatori. Qualche settimana fa era intervenuto sulla questione direttamente il Presidente Trump, sottolineando come la CFTC starebbe lavorando a un percorso per consentire a Hyperliquid di operare in modo conforme e legale nel Paese.

I movimenti di Lazarus ora rovineranno tutti questi passi avanti? Probabilmente no. Il potere decisionale è ancora in mano alla CFTC, la quale dovrà valutare autonomamente la capacità di Hyperliquid di gestire i fondi riconducibili a un soggetto sanzionato. C’è da dire anche che in passato Lazarus ha utilizzato diversi servizi crypto permissionless che operavano legalmente negli Stati Uniti, senza che i regolatori intervenissero col pugno di ferro.

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