Settembre si apre con il segno meno su tutto il mercato crypto, in un contesto di rallentamento anche per i listini azionari. Bitcoin quota 76.660 USDT, in calo del -0,97% in giornata e del -1,28% su base weekly. Ethereum fa peggio con un calo dell’1,79% giornaliero a 2.369 USDT e del -3,75% da inizio settembre. Il trimestre resta però ampiamente positivo per entrambi, con rialzi del 30,79% e del 51%.
Bitcoin, struttura forte ma flussi in raffreddamento
Dopo il rally di agosto, che ha portato Bitcoin dal minimo di 58.000 fino sopra 81.000 USDT, conviene osservare volatilità, prezzi delle opzioni e quadro grafico. Il punto di partenza è la struttura fotografata dalla Matrix Trend sul grafico weekly. Focalizzandoci sulle ultime candele si coglie come il prezzo si sia bloccato sulla SMA 50 la scorsa settimana. Lì ha formato una candela doji, figura tipica di inversione, che in questa settimana si sta realizzando.

Il pannello della Matrix Trend segnala trend long con forza piena sul weekly, con punteggio 75. Il quadro daily e quello orario sono invece scivolati in territorio neutro e negativo. Il flusso cumulato degli ordini, il CVD, si è girato in vendita sulla settimana con un picco negativo di 533 milioni. Le posizioni aperte sui derivati, evidenziate dall’Open Interest, continuano ad aumentare. Nuovi contratti che entrano sul mercato mentre il flusso vende indicano di solito posizioni ribassiste in costruzione. Il footprint, che misura la pressione degli scambi direttamente sul book, resta però in perfetto equilibrio a quota -1,3. Questo dato smorza la lettura ribassista del flusso e lascia il quadro complessivo ancora aperto.
Cosa mostrano le volatilità di Bitcoin

La volatilità implicita (Volmex Implied Volatility), cioè quella attesa dal mercato delle opzioni per i prossimi 30 giorni, misura 39 punti sull’indice Volmex. Il valore è appena sopra i minimi storici di area 36, toccati a metà agosto e un anno fa. Tutte le fiammate del 2026 sono morte tra 46 e 52, un tetto che continua a respingere ogni riaccensione.
La volatilità realizzata (Realized Volatility), cioè quella effettivamente misurata sui prezzi dell’ultimo mese, si trova invece a 42,4 (linea rossa). Le opzioni costano quindi meno del movimento che il mercato ha appena prodotto. Pertanto al netto dei movimenti daily che ci possono essere, al momento il mercato vede un settembre più tranquillo dell’agosto appena archiviato, nonostante la riunione Fed di metà mese.

Ethereum rompe il box di congestione al ribasso
Analizzando il grafico daily di Ethereum, si può scorgere una situazione simile a quella di BTC, con il prezzo in una fase di congestione da una dozzina di giorni dopo il rally di agosto. Oggi ETH è in fase di breakdown del box range che conteneva i prezzi dall’esplosione del 19 agosto, quando una sola candela segnò un +17,46%. Il primo livello di supporto passa a 2.280 USDT.

Nella parte inferiore del grafico si vede come la Realized Volatility si era impennata con lo strappo del 19 agosto, con la lettura a 30 giorni salita a 65 (linea rossa). Da lì le linee, con la 90 giorni in viola, sono rimaste alte e piatte per tutta la congestione, segno di un movimento non ancora smaltito.
Invece l’Implied Volatility delle opzioni segna 53,9 punti, circa 1,4 volte quella di Bitcoin, un rapporto nella norma. La base annua si è alzata dall’area dei 48 punti di giugno e inizio agosto, ma la struttura resta di compressione.

Anche qui la fiammata di fine agosto si è fermata presto, a quota 63, ed è rientrata in poche sedute. Il mercato delle opzioni tratta per ora la rottura della congestione come rumore e non come inizio di un movimento. Settembre dirà se questa calma prezzata così a buon mercato era lucidità oppure compiacenza.
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