Quasi un anno dal crollo del 10 ottobre: Bitcoin rischia di rivivere l'incubo? I dati svelano qualcosa di sorprendente
Sta per iniziare ottobre, un mese molto particolare per Bitcoin e per il mercato crypto.
19:17 • Pubblicato 30/09/2026
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Settembre si sta ormai per concludere e Bitcoin si proietta a entrare nel Q4 con tanto entusiasmo speculativo, ma anche con qualche timore per una brutta esperienza passata che ha lasciato non poche cicatrici nei portafogli dei crypto investitori. Tra pochi giorni sarà l’anniversario del 10 ottobre, data che probabilmente tutti ricorderete come la sessione più violenta e distruttiva in termini di liquidazioni per l’intero mercato.
Quel giorno il crash dei prezzi di Bitcoin fu alimentato da un massiccio deleveraging di posizioni per un valore di circa 9 miliardi di dollari, a cui si aggiunsero liquidazioni multiple su quasi tutto il comparto altcoin. Ora c’è chi teme che, a un anno di distanza, i mercati futures possano replicare quello scenario, ma i dati sui derivati ci dicono che le probabilità sono nettamente inferiori.
Bitcoin si avvicina all’anniversario del 10 ottobre: crollo in arrivo anche stavolta?
A volte è proprio il passato a far più paura del futuro: i mercati, compreso quello di Bitcoin, sono ciclici e si muovono replicando pattern storici che si sono già verificati in passato. Del resto, la paura fa novanta, soprattutto quando le ferite sono ancora relativamente fresche. Ad ogni modo, questa volta il futuro potrebbe rivelarsi più clemente rispetto a quanto accaduto lo scorso anno.
Rispetto al 10 ottobre 2025, a questo giro Bitcoin si presenta all’anniversario che tanto spaventa il mercato con un outlook speculativo molto più sano. L’ultimo rally si è svolto infatti con una bassa presenza di leva finanziaria: dai minimi di agosto, l’open interest delle borse futures – denominato in BTC83.568 $▲ +0,09%, ossia “coin margined” – è sceso del -20%, mentre i prezzi sono saliti del +35%.
Questo ci suggerisce che non ci troviamo in una struttura “overleveraged”, come direbbero i più bravi. Gli investitori stanno inseguendo il rialzo, ma senza esasperare posizioni long e senza accumulare una quantità eccessiva di leva che potrebbe offrire carburante per pesanti liquidazioni in caso di ribasso.
Oltretutto, anche il funding rate è meno elevato rispetto ai massimi dello scorso anno, quando la maggior parte degli operatori era posizionata quasi unilateralmente al rialzo.
Ciò non significa che Bitcoin non possa scendere a ottobre, ma che probabilmente non assisteremo a movimenti estremi come quelli del 10 ottobre.
Il crollo del 10 ottobre era legato al malfunzionamento dei mercati di Bitcoin
Da sottolineare anche come quel famigerato crollo sia stato una diretta conseguenza della struttura fragile dei mercati – come vi aveva spiegato ai tempi il nostro caporedattore Gianluca Grossi – cosa che non ha nulla a che vedere con una semplice discesa dei prezzi e con la ciclicità dei mercati.
In ogni caso, il momentum attuale di Bitcoin non presenta la stessa frenesia dello scorso ottobre, e l’appetito degli investitori – per quanto aumentato rispetto ai minimi – resta ancora relativamente contenuto.
Le ricorrenze storiche contano, ma fino a un certo punto
Quanto appena detto non vuol dire che la ciclicità dei mercati non sia un fattore meritevole di attenzione in sede di analisi, ma che piuttosto andrebbe presa come un’indicazione generale di come potrebbero dirigersi i prezzi, anziché come una regola matematica ben definita e destinata a ripetersi. Non a caso, ci sono anche grossi fondi che mettono in discussione la teoria dei 4 anni.
Bitcoin tende a muoversi, così come tanti altri asset risk-on, secondo uno schema stagionale che si è ripetuto nel tempo, seppur non senza eccezioni. In linea generale la criptovaluta tende a performare bene nel Q1 e nel Q4, mentre mostra fasi di debolezza nei trimestri intermedi, ossia nel Q2 e nel Q3.
Il dato storico, però, va letto alla luce del contesto attuale: quest’anno il terzo trimestre si sta per concludere con rendimenti ben al di sopra di quelli preventivati dagli analisti. Per ora, a luglio, agosto e settembre $BTC ha messo a segno un rialzo complessivo del +41%, la percentuale più elevata mai registrata dal 2017 ad oggi.
Addirittura, il 2026 appare come il primo anno in cui tutti i mesi del Q3 chiudono in positivo, sempre ipotizzando che non ci siano crolli da qui fino al termine della giornata.

Ottobre è di solito un mese positivo dal punto di vista ciclico per i prezzi. Bitcoin potrebbe comunque performare male nei prossimi 31 giorni? Certo che sì, come dimostrato dalle molte eccezioni stagionali registrate in tutti questi anni. In effetti, dopo un trimestre da +41%, qualche correzione sarebbe del tutto fisiologica.
Tuttavia, le ricorrenze, se proprio vogliamo affidarci alla storia per indirizzare la nostra operativa, ci dicono che il prossimo mese non sarà così spaventoso come sembra. Inoltre, cosa più importante – come spiegato prima – c’è una differenza enorme nella struttura del mercato rispetto al passato, e questo dovrebbe farci dormire sonni più tranquilli nelle prossime sedute.
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