Attenzione alla leva sulle altcoin: nota società crypto lancia l'allarme. Sono tutti a rischio
Alcune altcoin rischiano forti pressioni ribassiste a causa dell'elevata leva finanziaria in gioco. Ecco cosa monitorare.
Aggiornato 20/10/2026
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Il settore altcoin appare in evidente sofferenza dopo il calo registrato dai massimi locali di fine settembre, ma il peggio potrebbe ancora arrivare, almeno secondo quanto riportato dagli analisti di una famosa società di ricerca del mondo crypto. Il problema? Nonostante il ritracciamento, molti asset continuano ad essere scambiati con una leva finanziaria relativamente alta, e questo potrebbe rappresentare un serio problema per gli investitori esposti long.
A lanciare l’allarme è Glassnode, realtà di grande prestigio che spesso menzioniamo nelle nostre pubblicazioni. Stando a quanto riportato nell’ultimo post su X, ci sarebbero i presupposti per un cosiddetto “long squeeze” in caso di continuazione del movimento al ribasso. Cerchiamo di fare il punto della situazione.
Altcoin a rischio cascata di liquidazioni: i long sono troppo esposti
Il punto è tanto semplice quanto allo stesso tempo preoccupante: il settore delle crypto altcoin viene tuttora negoziato all’interno dei mercati futures con una leva finanziaria elevata. Questo significa che i trader stanno operando con posizioni dalle dimensioni relativamente importanti rispetto al margine impiegato, evidenziando una forte sensibilità ai movimenti di prezzo del sottostante.
In particolare, dal picco di fine settembre i prezzi delle alt hanno perso trazione sui grafici, ma la leva è rimasta su livelli piuttosto alti. Oltre il 40% delle large cap si trova infatti ancora molto vicino al punto di leverage più elevato dell’ultima fase rialzista, mentre tra le mid cap questa quota è in territorio di massimi.
Cosa comporta questo squilibrio? Che nell’ipotesi di un’ulteriore violenta correzione al ribasso, molti degli investitori che sono attualmente esposti al rialzo potrebbero essere liquidati, contribuendo ad estendere il calo a causa di una cascata di chiusure forzate. Sul nostro sito potete verificare voi stessi i livelli di liquidazione dove il mercato appare più fragile, grazie al nostro tool dedicato.
Ovviamente, un’alta leva non presuppone automaticamente una correzione imminente, né impone che i long debbano essere per forza liquidati. Anzi, spesso queste configurazioni rappresentano un segnale di forza e fiducia da parte del mercato, ma allo stesso tempo aumentano il rischio di turbolenze in caso di aumento improvviso della volatilità.
Il rischio di leva non è distribuito uniformemente sul mercato
Glassnode ha pubblicato anche un’altra chart molto interessante nel suo ultimo report della rubrica “The Week on-chain”, che ci aiuta a comprendere in che maniera si sta sviluppando questa forma di eccesso speculativo. Un elemento fondamentale emerso dallo studio riguarda il fatto che la leva sia concentrata in molte singole altcoin, e non a livello aggregato su tutti i token disponibili.
Nel dettaglio, gli analisti hanno messo a confronto l’indicatore “Coin Froth”, che misura quante altcoin presentano un’elevata leva rispetto al loro valore passato, con il “Global Froth”, che monitora lo stesso fenomeno ma a livello d’insieme nel mercato, senza concentrarsi sui singoli asset.
Il risultato è che il Coin Froth si mantiene nella fascia più alta della propria distribuzione storica, con valori paragonabili a quelli precedenti al crollo di ottobre 2025, mentre il Global Froth resta di gran lunga più contenuto, con un mercato che, nel suo complesso, non mostra segnali di surriscaldamento estremo.

Glassnode aggiunge che nel caso di un drawdown di Bitcoin al di sotto della zona degli 80.000$, alcune delle altcoin con posizioni a leva affollate potrebbero subire pressioni di vendita più intense rispetto ad altre monete con meno eccessi statistici.
Quali sono le altcoin più a rischio in questo momento?
Per ovvi motivi di tempo non possiamo riportarvi la lista completa delle tante altcoin che mostrano un livello di leverage significativo, ma possiamo fornirvi gli strumenti adatti per poterle riconoscere in autonomia.
Una delle metriche chiave per comprendere se troppi trader sono esposti su un token è guardare al rapporto tra open interest e volumi futures: se i volumi sono ampiamente più elevati (5 volte o più) rispetto all’open interest, vuol dire che vengono negoziate molte posizioni rispetto al capitale effettivamente impegnato, segnalando quindi un’intensa attività speculativa.
Può essere utile anche guardare il funding rate per capire se ci sono squilibri evidenti tra il prezzo del sottostante spot e quello del contratto futures, anche se l’analisi principale da fare è sul rapporto tra scambi e valore delle posizioni ancora aperte. Vi consigliamo anche di dare un’occhiata alle mappe di liquidazioni – sopra avete il link di accesso a un nostro tool gratuito – per capire quali sono i livelli più a rischio di esplosione della volatilità.
Se volete allenarvi studiando un evidente esempio di token che viene scambiato con alta leva, vi rimandiamo a questo nostro recente articolo in cui abbiamo parlato di una crypto a +2.200% da inizio anno mentre i mercati sono in sofferenza.
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